Il Tirreno

Pontedera

Tutti pazzi per Gavino 500 cuori insuesi in festa per il trionfo della contrada “noiosamente perfetta”

Marco Sabia
Tutti pazzi per Gavino 500 cuori insuesi in festa per il trionfo della contrada “noiosamente perfetta”

Il popolo di Sant’Andrea abbraccia l’eroe del cencio in piazza Veneto Secci: «Poteva cambiare ma ha un grande cuore e ha scelto ancora noi» 

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forza e orgoglio

Un popolo forte e diverso, orgoglioso delle proprie radici, che sono poi quelle della Fucecchio medievale: sabato sera la Nobile contrada Sant’Andrea ha messo a tavola in piazza Veneto circa 500 persone per festeggiare la vittoria del Palio targata Gavino Sanna–Red Riu. Una serata intrisa dell’orgoglio di essere insuesi, cioè fucecchiesi della parte alta, eredi di quelli che scacciarono via il signore di Lucca Castruccio Castracani a colpi di roncola.

Il piccolo grande Gavino – e non poteva essere diversamente – è stato l’eroe della serata: un fantino che ha messo avanti a tutto il rapporto che ha costruito negli anni con Sant’Andrea, dove tanti contradaioli sono diventati suoi amici. Gavino che era così emozionato da non riuscire a parlare dal tavolo della dirigenza sulle scale della Collegiata, per avendo già vinto nel 2017 con questi colori. Sanna si è prestato a selfie e a firmare i fazzoletti di contrada, con la solita semplicità di sempre, sostenuto dal coro “Santone (cioè Sant’Andrea, ndc) pizzica come la senape, Gavino al canape s’è vinto già”. È anche grazie a lui se gli insuesi – parlando di Palio – possono essere definiti “noiosamente perfetti”. Negli ultimi quattro anni – cioè da quando Gavino veste la giubba rossoverde – sono arrivati due primi, un secondo e un terzo posto.

«Raccontare un Palio – ha detto il capitano vittorioso Luca Secci – potrebbe sembrare semplicissimo ma si dovrebbe partire da lontano, dalle storie e dalle scelte di ognuno di noi, di chi ha fatto grande questa contrada. Gavino ha avuto un grande cuore, poteva cambiare ma ha scelto di continuare con Sant’Andrea, ha creduto di poter far tanto e l’ha fatto. Ma la scelta più importante la fa sempre il nostro popolo: rimanere qua quando c’è bisogno, coi nostri difetti ma con la nostra voglia. Personalmente fare il capitano di una contrada come questa era e rimane un sogno, siamo un qualcosa di magnifico. Vinciamo tanto, ma non siamo stanchi di vincere». Se per Secci è la prima vittoria da capitano, per il governatore Jenny Boccongelli, quello dello scorso 19 maggio è il secondo trionfo in quattro anni: «Grazie a tutti i gruppi di lavoro che durante l’anno si danno sempre da fare. La vittoria è il coronamento di tutta la passione e il lavoro che ci mettono sempre. Grazie alla cucina che ha realizzato la cena, grazie al gruppo stalla che ha lavorato per arrivare all’obiettivo. Spesso ci chiedono come ci riusciamo: questo popolo e la sua storia dimostrano che ci siamo sempre fatti trovare pronti a tutto e in tutto. E quando le occasioni non venivano ce le siamo create. I treni quando passano vanno presi e noi ne abbiamo presi 6». Nel breve termine questa contrada andrà incontro al rinnovo delle cariche dirigenziali ma al netto di questo sarà difficile fare meglio di così. Ma la forza di questo popolo sta proprio qui. La Nobile non è ancora sazia. —

Marco Sabia

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