Il Tirreno

Pontedera

Sportello gratuito per risolvere i conflitti tra vicini di casa

Federico Baldelli
Maria Chiara Panesi dell’Arci con il sindaco Matteo Franconi
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Maria Chiara Panesi dell’Arci con il sindaco Matteo Franconi

“Porta Aperta” debutta lunedì 8 luglio nella galleria della Coop in zona stazione a Pontedera. Servirà anche per aiutare i cittadini nelle pratiche e nell’accesso ai servizi

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PONTEDERA. “Porta Aperta” nel quartiere stazione a Pontedera: da lunedì 8 luglio prende il via un ambizioso progetto di mediazione e portierato sociale che mira ad avere un impatto positivo sulla comunità e sul tessuto sociale della città. Il progetto, approvato col contributo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e della Regione, è ideato e condotto da Arci Valdera.

Il fulcro intorno a cui si basa il progetto è uno sportello dentro la galleria della Coop in via Brigate Partigiane che sarà aperto lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 13 e martedì e venerdì dalle 16 alle 19. Come conferma Maria Chiara Panesi, presidente dell’Arci Valdera, «è stata scelta questa zona perché complessa, esprime fragilità e presenta un impoverimento delle relazioni umane e comunitarie. C’è bisogno di risposte comunitarie a molti problemi». Il modello di lavoro dello sportello si rifà al portierato francese «basato su una logica di cortile, di comunità. Scommette sui legami comunitari e sul servizio di prossimità, fungendo da collegamento tra i cittadini e i servizi».

Nella pratica lo sportello serve per aiutare il cittadino a risolvere problemi di natura quotidiana, piccole pratiche amministrative o compilazione di documenti, ma anche per indirizzare i cittadini presso i servizi pubblici più adatti alle esigenze, o anche da mediazione in conflitti di vicinato, che la forma urbana del condominio può portare più spesso. Del resto, secondo Panesi, «la zona della stazione presenta una grossa divisione sociale: ci sono giovani stranieri arrivati da poco, e anziani già residenti da lungo tempo. I conflitti sono più probabili in una situazione del genere, il portierato sociale serve anche a tenere insieme questi due mondi».

La porta è aperta per tutti i cittadini, visto che lo sportello funge da ponte coi servizi pubblici, ed è creato per semplificare la vita di tutti i giorni e potenziare i rapporti umani. L’obiettivo è coinvolgere gli stessi cittadini facendo fruttare le loro competenze e le loro attitudini: «Convergeranno nello sportello anche il microcredito, lo scambio di libri usati, molti laboratori, corsi di formazione, ma puntiamo anche a riattivare le competenze delle persone creando ad esempio un gruppo di artigiani di quartiere, permettendo così che ognuno metta a disposizione le proprie capacità per accrescere la comunità».

Il sindaco Matteo Franconi sottolinea che «il progetto è frutto di una richiesta esplicita che viene dalla città e dal quartiere: è un primo strumento da mettere a disposizione per il quartiere stazione. Si dà l’opportunità di avere un punto di ascolto, di mediazione tra conflitti, ma anche di orientamento verso i servizi. Con questo portierato possiamo dare un nuovo impulso comunitario, anche grazie al fatto che sarà aperto per 5 giorni alla settimana. In futuro il progetto potrà essere soggetto a cambiamenti: vuole essere un percorso in evoluzione, per migliorare continuamente e rivolgersi sempre ai bisogni della città che mutano velocemente».

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