Il Tirreno

Pontedera

no alla proposta di “diritti in comune” 

Spinelli boccia l’idea di rilanciare Marea «La Buca ai privati per eventi e festival»

Marco Sabia
Spinelli boccia l’idea di rilanciare Marea «La Buca ai privati per eventi e festival»

«Quel progetto non ha più senso e costerebbe 200.000 euro» In arrivo un bando per le attività 2020 extra-Palio nell’area

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FUCECCHIO. “Rispolverare” la Marea di una volta, con grandi artisti sul palco della Buca? Sarà molto difficile se non ci sarà il contributo importante di un soggetto privato. E, comunque, sembra abbastanza impossibile che il nome Marea torni in auge.

Nelle scorse settimane l’associazione Diritti in Comune aveva tuttavia lanciato l’idea di ridare vita al Festival Marea, che da due anni non va più in scena. L’associazione aveva proposto di coinvolgere i giovani in maniera diretta, oltre alle contrade. E si era appellata anche all’amministrazione, che comunque in questi casi gioca un ruolo importante (la Buca è di proprietà comunale e l’amministrazione stessa foraggiava il festival). Ma – per la Marea che era – arriva una parziale doccia fredda, a sentire le parole del sindaco Alessio Spinelli. Che, però, al contempo lancia una proposta alternativa, magari complementare: «Appellarsi alle contrade – spiega il sindaco – vuol dire non conoscerle. Quello di Marea era un progetto che aveva un senso all’epoca perché c’erano risorse importanti ma che adesso si è esaurito, perché nel frattempo il mondo è totalmente cambiato. Di conseguenza è inutile tornare a rimembrare i vecchi tempi. Servirebbe, invece, un imprenditore che abbia voglia di investire sulla Buca d’Andrea per il periodo extra palio. Che se ne prenda cura con concerti, iniziative. Così da dare un servizio alla cittadinanza da tanti punti di vista».

Un partenariato pubblico–privato che potrebbe articolarsi così: «Per fare un festival come quello servono 200mila euro e da soli non ce la facciamo. Per questo stiamo valutando di fare una manifestazione d’interesse per individuare se ci sono dei soggetti interessati, che decidono gli eventi, musicali e non solo, e guadagnano, per esempio, sui biglietti. Poi le altre iniziative potrebbe aggiungerle il Comune». È chiaro che l’eventuale manifestazione d’interesse, a cui seguirebbe il vero e proprio bando, riguarderebbe l’edizione 2020, perché per quest’anno ormai non se ne parla più. Diverso è il discorso dell’altro filone di Marea, quello delle politiche giovanili: «Nel programma elettorale – aggiunge la vicesindaca Emma Donnini – c’è scritto che vorremmo dare la Buca in gestione nel periodo dopo Palio. Perché i soldi che abbiamo dobbiamo spenderli secondo le nostre priorità, che non possono contemplare grossi investimenti sulla Buca. Dall’altra parte le politiche giovanili di Marea non sono morte, si sono solo modificate sulla base delle esigenze. Stiamo facendo un sacco di roba che viene da lì: penso a Fucecchio è Libera, a E…State in Comune, al centro giovani, ai progetti sulla memoria; tutto per coinvolgere i nostri ragazzi». Insomma, che Marea – intesa come festival con grandi nomi – risorga dalle proprie ceneri come l’Araba Fenice sembra decisamente difficile. —

Marco Sabia

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