Il Tirreno

Pontedera

Assalti a farmacie e tabaccherie 

La confessione del bandito seriale: "Sì, sono stato io e ora vi dico tutto"

Pietro Barghigiani
I poliziotti che hanno arrestato il rapinatore
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I poliziotti che hanno arrestato il rapinatore

Tra furti, rapine e scippi, il 37enne arrestato dalla polizia deve rispondere di otto episodi tra Pontedera e Pisa. In un giorno ha fatto tre irruzioni

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PONTEDERA. «Sì, sono stato io. Vi dico tutto». Sembrava quasi aspettarli i poliziotti che alla stazione di Pisa, nel tardo pomeriggio di venerdì, lo hanno arrestato per uno scippo avvenuto all’ora di pranzo in piazza Carrara, in area lungarno Pacinotti a Pisa.

Diego Savelli, 37 anni, di Pontedera, da venerdì 5 luglio è in una cella del Don Bosco in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto davanti al gip. Non ha provato a sminuire quello che era evidente, il 37enne che ha infilato una serie di escursioni nel codice penale a partire da domenica. Una settimana fuori controllo e con uno spirito autodistruttivo durante la quale, tra Pontedera e Pisa, ha collezionato almeno otto episodi tra furti, rapine e scippi. In un giorno ha messo insieme tre rapine variando sul tema: ha iniziato alle 7,30 con una tabaccheria, poi alle 10 una farmacia in Corso Italia e la sera una parafarmacia. Bottini di alcune centinaia di euro.

I sei giorni di follia di Savelli sono iniziati domenica con l’intrusione nella farmacia dell’ospedale Lotti. I carabinieri lo hanno arrestato in flagranza e lunedì, in occasione della direttissima, il giudice dopo aver convalidato l’arresto lo aveva rimesso in libertà in attesa del processo.

Il giorno dopo è arrivato il colpo alla farmacia davanti all’ospedale.

Una lettera lasciata alla fidanzata lasciava presagire un epilogo drammatico per il 37enne che il mercoledì si era spostato su Pisa. Con un coltello da cucina aveva rapinato la farmacia Baldacci in viale Bonaini. E poi il picco raggiunto giovedì con i tre assalti, sempre con una siringa. Si muoveva in bicicletta, rubata a Pisa, per raggiungere i suoi bersagli tra centro e prima periferia.

L’irruzione dal fornaio sempre in viale Bonaini è stata l’anticamera dell’imminente arresto. Le forze dell’ordine sapevano che Savelli si stava muovendo senza una logica e che prima o poi avrebbe interrotto la sua escalation di rapine.

Erano stati utilizzati anche i cani molecolari per stargli dietro. È stato sufficiente battere i luoghi frequentati dai balordi della città per bloccarlo. Dopo uno scippo in centro, con una quarantina di euro di refurtiva, è stato preso alla stazione.

In tasca aveva ancora i soldi presi alla donna e un coltello da cucina, riconosciuto dai rapinati come una delle armi usate per le rapine. Quando gli agenti delle volanti si sono avvicinati non ha reagito. L’arresto come una liberazione dalla paranoia in cui era finito e che gli ha evitato di fare altri danni. «Sì, sono stato io».

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