Gioco
Centinaia di firme per il liceo «Riportatelo in via Catena»
Appello alla nuova giunta: «I criteri per l’adeguamento sismico sono cambiati» Giglioli: «Lì andrà una parte del Cattaneo, il Marconi a Ponte a Egola»
SAN MINIATO. Nuova giunta, nuova lotta, almeno sulla carta. È questo lo spirito con il quale il Comitato che da anni si batte per dare al liceo Marconi una sede stabile, a firma della sua presidente Raffaella Mallamaci, ha indirizzato al sindaco Simone Giglioli una nuova richiesta di riflessione sul futuro della scuola, corredata dalle firme che ormai sono giunte a quota 885. «La giunta è cambiata, speriamo di poter ricominciare a confrontarci – dice Mallamaci. – Soprattutto dopo che in questi anni si sono portate avanti politiche spesso in contrasto fra loro, spendendo la bellezza di 7,5 milioni di euro per la sede di San Donato, risultata inagibile dopo appena 8 anni, dopo aver detto per anni che il liceo sarebbe tornato in via Catena salvo poi cambiare idea per commissionare una ricerca sul nuovo sito al Fontevivo, rivelatasi inesatta per problemi idrogeologici ed archeologici».
Il punto però sul quale il comitato punta le sue nuove argomentazioni a favore del ritorno sul sito del vecchio liceo, in via Catena, riguarda le normative. «Il decreto del Ministero delle Infrastrutture del 17 gennaio 2018, in merito alle norme tecniche per gli edifici scolastici, ha rivisto i criteri per l’adeguamento sismico degli edifici esistenti – continua la presidentessa del comitato –. Il grosso nodo rimane, infatti, il “costruito”, poiché sono urgenti le richieste di riqualificazione in chiave antisismica di ciò che già c’è». Sempre stando alla lettura del Comitato, anche i nuovi indici minimi di vulnerabilità sismica nel caso degli immobili storici sono stati rivisti. «Ad un certo punto si è deciso, sulla base di studi datati ormai al 2008, che il sito di via Catena non è idoneo – conclude Mallamaci –. Tali studi sono superati dalle leggi».
Parole alle quali il sindaco, interpellato dal Tirreno, risponde in senso più “strategico” che tecnico, parlando di un progetto per la vecchia sede del liceo diverso per usi e funzioni dal passato. «Sul fronte tecnico non mi esprimo, lo faranno gli esperti – dice Giglioli –. Ma voglio ribadire come l’area del vecchio liceo non sia adatta semplicemente perché il Marconi non c’entrerebbe. Quell’area è già stata pensata per l’atteso completamento del vicino Itc Cattaneo, il rischio sarebbe quello di farci due mezzi istituti, mentre noi vogliamo trovare una soluzione definitiva al problema. Per questo continuiamo a pensare a Ponte a Egola». Il luogo indicato sarebbe quello dietro il distributore lungo la via che porta a La Catena: un appezzamento di terreno agricolo all’angolo fra la Tosco Romagnola e via San Giovanni Battista, la via per Molino d’Egola. Il piano B potrebbe essere per il sindaco ancora il luogo attuale del Marconi, a La Scala. Certi, intanto, sono i costi stellari dell’attuale gestione “in emergenza”. Fino a marzo compreso, la Provincia pagava per lo stabile de La Scala un affitto di 33mila euro al mese (200mila euro da ottobre 2018); da aprile in poi la cifra è salita a 43mila, in pratica 1400 euro al giorno. E i mesi, inesorabili, ancora corrono. —
Nilo Di Modica
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