Gioco
“Animare le periferie” Festa delle Acli pisane tra dibattiti e spettacoli
Stasera uno show di vernacolo, domani una tavola rotonda Il tema centrale è l’idea di città, ci sarà anche Rosy Bindi
CASCINA. “Animare la città: le Acli nelle periferie del lavoro e della convivenza”. Un tema più che attuale attraversa il programma della quattro giorni che compone la 9ª Festa provinciale delle Acli pisane, in corso di svolgimento al circolo Acli “L.Tellini” di San Prospero (Cascina). Tra gli ospiti Rosy Bindi, che affronterà con alcuni amministratori locali il tema della città immaginata da Giorgio La Pira.
La festa si è aperta giovedì scorso e si conclude domani sera. Giovedì, per la prima serata della manifestazione, il tema è stato “animare la città con gli occhi... della musica”. Ad esibirsi sono stati il coro e l’orchestra dell’associazione culturale San Francesco-Acli Arte & Spettacolo, con musiche di C. Gounod, “Messa breve n. 7 in Do”; G. Puccini, “Requiem per coro, organo e viola obbligata”; W. A. Mozart, “Sinfonia in Sol minore n. 40 K. 550”. Ieri invece il tema era “animare la città con gli occhi… dei bambini”, al centro lo spettacolo per grandi e piccini del mago Rufus.
Stasera, sabato 6 (ore 21.30), il tema è “animare la città con gli occhi… della strada”, spettacolo di vernacolo con “La ‘ompagnia del Trebbio”.
La festa si concluderà domani, domenica 7 (ore 21.30). L’argomento sarà “animare la città con gli occhi… di Giorgio La Pira”. In programma un dibattito dal titolo “Una città, un posto per tutti”. Rifletteranno sull’idea di città oggi ancora attuale prospettata dall’allora sindaco fiorentino l’on. Rosy Bindi, Massimiliano Angori (presidente della Provincia e sindaco di Vecchiano), Leonardo Cosentini (assessore del Comune di Cascina), don Antonio Cecconi (assistente spirituale Acli Pisa), modera Paolo Martinelli, presidente Acli Pisa.
Tutte le sere stand gastronomico a partire dalle 20.
«In un tempo in cui le disuguaglianze e la solitudine rischiano di dilagare nelle città senza distinzione di sesso, età, provenienza, lingua, religione, condizioni personali e sociali - osservano gli organizzatori - è proprio la città il luogo decisivo da cui ripartire per tessere nuove relazioni significative anche tra diversi. Una città non solo come agglomerato urbano, ma come comunità capace di infondere nuova vita per un obiettivo di convivenza comune. Un compito inderogabile che istituzioni ed associazioni come le Acli devono perseguire costruendo nuovi orizzonti». —
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