Il Tirreno

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fucecchio 

Risarcito dal Comune dopo la rovinosa caduta

Marco Sabia

Settemila euro per l’incidente su un marciapiede danneggiato dalle radici degli alberi, dove ora è in corso il rifacimento

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FUCECCHIO. Una caduta - sui marciapiedi accidentati di via Tea - che è costata al Comune di Fucecchio oltre 7.000 euro, tra risarcimento danni (4mila euro) e spese legali (3mila). È questa la somma che l’amministrazione deve corrispondere per la caduta di un uomo che nel maggio 2015 era franato a terra a causa delle sconnessioni presenti sui marciapiedi di questa zona, causate dalle radici praticamente in superficie.

Si tratta degli stessi marciapiedi che l’amministrazione comunale sta facendo sistemare, dopo aver tagliato gli alberi le cui radici creavano avvallamenti (e quindi pericoli). L’intervento - per le casse comunali - ha un costo complessivo di 270.000 euro. Ben più cospicuo della somma (4.000 euro) che dovrà essere corrisposta, dopo il riconoscimento del debito fuori bilancio in consiglio comunale, all’uomo che si è infortunato cadendo. Sono serviti 4 anni affinché si arrivasse ad una definizione della controversia, davanti al giudice di pace di Firenze. Il Comune - tramite un legale - ha provato a dimostrare che non ci fosse correlazione tra il cordolo sconnesso del marciapiede e il danno patito, ma alla fine il giudice ha dato ragione a chi era caduto a terra.

L’intervento era stato richiesto a più riprese proprio dalla cittadinanza, perché negli anni le radici avevano creato sconnessioni ripetute per decine e decine di metri, lungo marciapiedi che si trovano a due passi dal centro. Le circa quaranta piante sono state prima tagliate e poi sono stati rimossi i ceppi, per partire con la realizzazione del nuovo marciapiede. Le radici erano diventate così “invasive” da danneggiare anche le fognature e pure alcune proprietà private.

E lo stesso taglio di quaranta alberi aveva creato alcune polemiche, come spesso accade quando vengono prese decisioni di questo tipo. I lavori di risistemazione di via Tea e via Pacchi sono tutt’ora in corso. Al termine del cantiere - che sta rivoluzionando la zona e causando anche disagi alla circolazione - il problema delle radici affioranti non sarà più presente. E, di conseguenza, l’amministrazione avrà meno possibilità di ritrovarsi a pagare danni per una caduta.

Da capire, infine, se il Comune presenterà appello alla decisione del giudice di pace, rivolgendosi al tribunale civile di primo grado (che qui farebbe da appello). Anche se, a livello economico, il gioco potrebbe non valere la candela. —

Marco Sabia

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