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È ancora bianco e celeste il cielo sopra Ponte a Egola
Le Fornaci vince anche questa edizione dopo quella rocambolesca del 2018 Salgono a 12 i successi del rione nella manifestazione che celebra le concerie
PONTE A EGOLA. Bianco e celeste sono i colori della trentaduesima edizione del Palio del Cuoio, che ieri sera ha visto trionfare il rione Le Fornaci in una corsa dei caratelli che nei primi quattro scambi ha visto un testa a testa.
Nessuna “vittoria negata” come lo scorso anno, quando l’edizione fu segnata dalle squalifiche. I ragazzi allenati da Matteo Caponi, ovvero Mirko Spera, Gioele Mannucci, Leonardo Pagni, Fabio Vallini, Edoardo Di Cecco, Gabriele Chesi, Matteo Spera, Tommaso Frangioni, Francesco Fiaschi, Matteo Pertici e Edoardo Pinzani, si sono giocati fin da subito il tutto e per tutto in una corsa forsennata, col caratello fra le mani, per superare il rione Leporaia che ha tenuto loro testa nella prima metà della gara. Un intoppo dopo il quarto scambio, poi, ha visto cedere i biancoverdi, dando la possibilità a quel punto a Le Fornaci di staccare tutti e portarsi a casa il groppone di quest’anno.
Leporaia, Tognarino, Giuncheto e Il ponte a quel punto non hanno potuto che prendere atto della sconfitta.
Una doppia vittoria, quella di questa edizione e di questo fine settimana per il rione biancoceleste, che sabato scorso ha vinto anche la competizione degli over 40. Un predominio che in questi anni non ha fatto che consolidarsi sempre più in una gara tutt’altro che facile da sostenere dal punto di vista fisico, con un percorso di ben 117 metri da farsi “a staffetta” sei volte portandosi dietro gli oltre 90 chili di caratello, un “bottalino” che onora da trentadue anni una storia di pelle e cuoio che poi è quella di Ponte a Egola, cuore industriale e produttivo del sanminiatese.
Basta considerare che il rione vincitore nella più che trentennale storia del Palio del Cuoio ha collezionato in tutto ben 12 vittorie, di cui 4 consecutive nelle ultime edizioni (dal 2015 al 2019), compresa quella dello scorso anno ottenuta in modo rocambolesco dopo la squalifica di Leporaia e Tognarino, che avevano chiuso la gara al primo e al secondo posto.
Soddisfatti per l’edizione anche Simone Giglioli e Massimo Ciardelli, entrambi alla loro “prima volta” sul palco di piazza Guido Rossa: il primo in qualità di sindaco, l’altro in veste di presidente del comitato organizzatore. «A guardarlo anche oggi penso che non sarebbe stato male correrlo, anche se adesso forse non ci sarebbe più il fisico – ha scherzato dal palco Giglioli – Com’è noto non sono pontaegolese di nascita, ma per affetto verso mio zio don Gino Frediani, parroco di questa frazione e fra i fondatori del Palio, porto questa manifestazione nel cuore da sempre. Un celebrazione creata tanti anni fa per unire Ponte a Egola e dargli un’identità forte, oltre che un motivo in più per fare aggregazione e che malgrado le difficoltà che si sono susseguite negli anni ed i comprensibili cambi generazionali è stata una scommessa vinta».
Resta intatto, quindi, l’albo d’oro. Per numero di vittorie (dieci) il secondo rione nella storia del Palio resta Tognarino, terzo il rione del Ponte con cinque vittorie ed una crisi, purtroppo, in corso. Seguono i biancoverdi di Leporaia (quattro vittorie) e Giuncheto (una vittoria). —
Nilo Di Modica
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