Il Tirreno

Pontedera

Giglioli: «Lavoro e scuola le mie priorità»

Nilo Di Modica

Ma l’opposizione va subito all’attacco. Altini: «Il 70% non vi vota». Guazzini: «Già due promesse non mantenute»

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SAN MINIATO. «L’avvenire non viene da solo. Agguantalo per le ali». Si è appellato ai “ragazzi” appena entrati in consiglio citando il poeta e rivoluzionario russo Vladimir Majakóvskij e al tempo stesso ha rivolto un pensiero al compianto Nello Baldinotti (sindaco degli anni ‘60 e ‘70) Simone Giglioli nel suo consiglio d’insediamento, tenutosi giovedì sera. Un discorso breve, pieno di ringraziamenti ma anche di riferimenti a «quella parte politica che vive la democrazia e il progresso come apertura, come accoglienza, come partecipazione, come libertà». «Due saranno le nostre priorità: lavoro e scuola – ha continuato Giglioli. – Perché il lavoro è l’attività principale per lo sviluppo ed il progresso della nostra società, per la liberazione delle persone dal bisogno e perché la scuola è il luogo principale dove si formano i cittadini e le cittadine, dove nascono e crescono le eccellenze. In campagna elettorale ho parlato molto anche di sicurezza. Di sicurezza stradale, di sicurezza del territorio e nel territorio. Dovremo avere la capacità di amministrare con un doppio sguardo: uno sguardo al piccolo, anche al più piccolo problema della più piccola frazione».

Sei in tutto i gruppi: Pd (capogruppo Marco Greco), Lega (Roberto Ferraro), Cambiamenti (Manola Guazzini), Forza Italia (Michele Altini), Riformisti per San Miniato (Lucio Pizza) e Uniti si può, il cui capogruppo Renzo Lapi (subentrato ad Arzilli dopo che è divenuto assessore) ha subito presentato le dimissioni. Al suo posto in consiglio entrerà Cristiano Mori. Di maggioranza «relativa» ha parlato invece il candidato sconfitto al ballottaggio Michele Altini. «Il 70% degli aventi diritto non vi vota, dovrete tenerne di conto – ha detto. – È necessario un cambio di passo nel coinvolgimento delle opposizioni, specie su decisioni importanti in tema di salute, sociale, scuola e lavoro». Picchia duro Manola Guazzini, puntando il dito sulle scelte della giunta ( Loredano Arzilli, Marzia Fattori, Giulia Profeti e Gianluca Bertini), ad oggi ancora senza un vicesindaco, dopo che Elisa Montanelli ha chiesto tempo prima di sciogliere la riserva. «Non è un bel segnale che si arrivi al primo consiglio a quasi venti giorni del ballottaggio – ha detto Guazzini –. La scelta che Giglioli ha fatto di non presentare una proposta di giunta contestualmente alla propria candidatura a sindaco, al contrario di quanto avevamo fatto noi, ha avuto come effetto una lunga fase di contrattazione. Giglioli aveva promesso di separare la figura del sindaco da quella dell’assessore all’urbanistica, e quello di attingere i nomi dei componenti della giunta dall’ambito delle liste. Così non è stato» ha concluso riferendosi a Bertini, al momento l’unico assessore dei quattro nominati che non era candidato. —

Nilo Di Modica

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