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Cinquantamila euro per velocizzare i lavori: la richiesta ai due Comuni

Carlo Palotti
Cinquantamila euro per velocizzare i lavori: la richiesta ai due Comuni

Comitato e Confcommercio fanno appello a Ferrucci e Rollo «Il periodo di chiusura potrebbe così scendere di 18 giorni»

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vicopisano. Un impegno economico concreto per ridurre al minimo la chiusura del ponte di Lugnano. Lo chiede in assemblea il Comitato del Ponte, sostenuto nelle sue battaglie da Confcommercio. Al termine dell’incontro informale di ieri pomeriggio al ristorante La Baracchina, commercianti e Comune di Vicopisano hanno fatto il primo passo. Un risultato auspicabile e che solo il tempo potrà definire come tale, soprattutto se le due amministrazioni confinanti, Cascina e Vicopisano, decideranno di accettare la proposta dei commercianti e di mettere sul tavolo i soldi necessari al progetto. Confcommercio, con una lettera inviata il 26 giugno e indirizzata a Matteo Ferrucci e al sindaco reggente di Cascina, Dario Rollo, è passata dalle parole ai fatti. Nel testo, l’associazione di categoria, chiede ai due municipi «l’impegno a stanziare 50mila euro a copertura dei costi necessari per l’accelerazione dei lavori». Questo, tenendo conto delle perdite di fatturato riscontrate dalle attività e dalle aziende della zona interessate dalla chiusura al traffico del ponte di Lugnano, arrivate «fino al 90%». Non solo, Confcommercio attacca la Provincia di Pisa proprietaria della struttura e con una lettera indirizzata al presidente Massimiliano Angori (ma anche all’ingegnere Cristiano Ristori del Coordinamento Pianificazione e Controllo dell’ente) chiede: la riprogrammazione dei lavori, il dettaglio degli orari del cantiere, il numero di operai previsti per fascia oraria e il calendario dei lavori previsti. In ballo, secondo Confcommercio e Comitato del Ponte, ci sarebbero ben 18 giorni in meno di chiusura totale del ponte di Lugnano, raggiungibili inserendo turni di lavoro la domenica (per un totale di 11 domeniche) e tenendo aperto il cantiere anche nella settimana di Ferragosto. Alle lettere inviate alle istituzioni si uniscono poi le testimonianze dei commercianti del Lungomonte vicarese, che nella quasi totalità, nei primi dieci giorni di cantiere, denunciano perdite di fatturato del 30%, ma con situazioni anche più critiche e attestabili intorno al 50% o 90% (un unico caso). Il ponte chiuso crea tanti problemi, come quelli di due autofficine, costrette a farsi recapitare i pezzi di ricambio a Cascina con evidenti danni economici e di tempo.

Ma le angosce dei commercianti non si fermano alle perdite del momento, si spingono anche in avanti, al cambio delle abitudini dei clienti, che costretti a fare altre strade, riaperto il ponte, non torneranno neppure in futuro. C’è chi si è ingegnato con la pubblicità e proponendo sconti, magari regalando di tasca propria consegne a domicilio o servizi per i clienti. Caparol, di sua iniziativa, ha aperto un punto vendita al dettaglio a Cascina e ha messo in strada mezzi per le consegne sul territorio. Altri, invece, hanno dovuto tenere testa anche al proprio commercialista, rifiutando la proposta di chiudere temporaneamente l’attività e di andare in vacanza per ridurre al minimo le ricadute negative del cantiere. Una quadra, come detto, sembra comunque profilarsi all’orizzonte. L’incontro de La Baracchina ha ottenuto un risultato: l’impegno del sindaco di Vicopisano, Matteo Ferrucci, di portare in giunta la richiesta di fondi aggiuntivi proposta da Confcommercio. In attesa della risposta e delle proposte del Comune di Cascina, il primo passo è stato fatto. —

Carlo Palotti

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