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Pontedera

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Carenza d’infermieri, ecco l’interrogazione in consiglio regionale

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PONTEDERA. Interrogazione in consiglio regionale da parte di Sì Toscana a Sinistra, sollecitata anche dal circolo Karl Marx di Pontedera sulla vertenza aperta negli ospedali dell’Asl Toscana Nord Ovest e la dichiarazione dello stato di agitazione dichiarata dai sindacati per la carenza di personale.

I responsabili del circolo legato a Rifondazione citano bandiere della Rsu all’ingresso dell’ospedale Lotti di Pontedera «per denunciare e chiedere provvedimenti urgenti per la cronica situazione di carenza di personale sanitario. Situazione che puntualmente si aggrava in estate».

Lo stato di agitazione, e l’eventuale successiva dichiarazione di sciopero, riguardano tutte le sigle sindacali di fronte ad una proposta dell’azienda sul fabbisogno della personale ritenuta insufficiente a far fronte alla storica carenza di organici, non solo infermieri e personale socio sanitario (Oss) ma anche personale tecnico e amministrativo. Secondo il circolo Karl Marx «il problema investe tutte le tre aziende sanitarie regionali di area vasta ma in particolare la Nord Ovest».

Il circolo Prc di Pontedera oltre a «rinnovare il proprio sostegno e la solidarietà ai lavoratori in lotta ha sollecitato i consiglieri del gruppo regionale Sì Toscana a Sinistra a interessarsi della questione con la presentazione di un’interrogazione urgente, che è stata depositata agli atti, all’assessore alla sanità per sapere quali azioni intende intraprendere per dotarsi di una programmazione sul personale in un’ottica di prospettiva e non solo emergenziale e per quanto riguardano le criticità di personale all’interno dell’Asl Toscana Nord, compreso il presidio Lotti di Pontedera e quello di Volterra, quali provvedimenti urgenti intende attivare, in particolare per quanto riguarda la carenza di personale infermieristico, Oss e tecnico, al fine di garantire i livelli assistenziali ai cittadini».

Intanto, Cgil, Cisl e Uil accusano il Nursind di aver fatto una sorta di fuga in avanti rendendo pubblica la dichiarazione dello stato di agitazione, dopo la rottura del tavolo della trattativa. «Sarebbe stato meglio – dicono i sindacati confederali – uscire sulla stampa in maniera unitaria». —

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