Sicurezza
Addio a Mario Brotini, storico dirigente della Cuoiopelli che conquistò la serie C
Aveva 84 anni, durante la carriera in biancorosso ha scoperto Cristiano Lucarelli, Massimiliano Allegri e Luciano Spalletti
SANta croce. Conciatore, volontario della Misericordia, ma anche e soprattutto storico dirigente della società di calcio di Santa Croce sull’Arno, la Cuoiopelli. E ancora, marito, babbo e nonno premuroso, attento e pieno d’amore per i suoi cari. Fino a quando glielo ha permesso la malattia che lo ha colpito alcuni anni fa. Mario Brotini, 84 anni, era tutto questo e molto altro. Per lui la frase “se ne va un pezzo di storia”, in questo caso della cittadina conciaria, non è per niente sprecato. Lo scopritore di talenti del pallone come il bomber del Livorno Cristiano Lucarelli, l’ex allenatore di Milan e Juventus Massimiliano Allegri o il tecnico di Certaldo, ex di Roma e Inter, Luciano Spalletti, è morto ieri nella sua casa di Santa Croce in via Marconi, dove rimarrà esposto fino a domani alle 9.30, momento in cui sarà celebrato il funerale in Collegiata.
Brotini lascia la moglie Ivetta, le figlie Lucia e Silvia e i nipoti Cristiano, Camilla e Gregorio. I familiari lo hanno circondato di affetto fino all’ultimo, così come i suoi tanti amici che chiedevano del suo stato di salute in continuazione. «L’ho sentito sabato – racconta Adamo Puccini, altro storico dirigente della Cuoiopelli –. È un grande dolore per me che ne ho condiviso gioie e dolori per così tanti anni. Abbiamo conquistato la serie C insieme, ma abbiamo anche scoperto tanti ragazzi che si sono fatti strada nel calcio». Come Allegri, acquistato da una società di settore giovanile livornese e poi rivenduto al Livorno per 24 milioni di lire. «Una cifra enorme per l’epoca», dice Puccini. O Spalletti che arrivò a Santa Croce dalla Volterrana per poi ripartire alla volta del Castelfiorentino. O Lucarelli, forse il pezzo più pregiato, comprato quando aveva 16 anni dal Picchi Livorno per 4 milioni e mezzo di lire e rivenduto dopo un anno al Perugia a 240 milioni. Proprio l’ex attaccante, oggi allenatore, ricorda Brotini con grande affetto: «È una grande perdita, soprattutto per i familiari. Gli sarò sempre grato per avermi dato la possibilità di fare carriera nel calcio. L’ultima volta l’ho visto quattro anni fa. Mi venne a trovare a Viareggio, dove allenavo».
La città della Versilia ricorre anche nel ricordo di Puccini: «Ci siamo incontrati all’Hotel Royal, in passeggiata. Io giocavo a Taranto, ma volevo tornare in Toscana. Giocai qualche partita nella Cuioiopelli e poi ne diventai dirigente».
«È stata una bravissima persona – dice la figlia Lucia Brotini – Umile e semplice anche se per Santa Croce era un personaggio importante. Ci mancherà tantissimo».
La morte dell’ottantaquattrenne ha suscitato commozione in tutto il Valdarno inferiore. La sindaca di Santa Croce, Giulia Deidda, gli ha dedicato un pensiero: «Ho voluto incontrare Mario pochi mesi fa, insieme a Piero Conservi, per dargli un riconoscimento per l’impegno di una vita trascorsa all’interno della Cuoiopelli. Mario ha fatto molto per il calcio santacrocese, rendendosi protagonista delle stagioni migliori di quella che è stata la “sua” società. Il mio dispiacere è anche personale. Mario fa parte dei miei ricordi di bambina perché come figlia di un giocatore delle squadre che ha seguito, ho avuto modo di conoscerlo e di apprezzarlo e di condividere con lui tantissime partite fino all’inizio di questo campionato».
Anche il sindaco di Castelfranco, Gabriele Toti, ha partecipato al dolore della famiglia: «Una figura di riferimento per il comprensorio del Cuoio, uno dei protagonisti dello sviluppo dell’industria conciaria del nostro territorio, nonché uomo attivo nell’associazionismo e personaggio chiave nel calcio con la squadra Cuoiopelli». —
Andreas Quirici
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
