Il Tirreno

Pontedera

Sindaca e assessori rinunciano a rimborsi cellulare del Comune e ritocco agli stipendi

Francesco Turchi
La giunta comunale con al centro la sindaca Arianna Cecchini
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La giunta comunale con al centro la sindaca Arianna Cecchini

La scelta della nuova giunta di Capannoli guidata da Arianna Cecchini: "Non ci si candida per soldi, vogliamo dare il buon esempio"

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CAPANNOLI. Niente ritocchi alle indennità, anche se sarebbero previsti dalla legge grazie al bilancio virtuoso. Niente cellulare di servizio e zero rimborsi, che siano per spese telefoniche, per i biglietti del treno o per la benzina e il parcheggio, nell’ambito di missioni istituzionali. Ognuno paga di tasca sua «perché facendo politica ci si mette a disposizione dei cittadini, ai quali bisogna prima di tutto dare il buon esempio». È la linea scelta dalla nuova giunta di Capannoli, guidata dalla sindaca di centrosinistra Arianna Cecchini e condivisa da tutta la “squadra” da lei nominata dopo la vittoria (con il 58% dei voti) alle elezioni amministrative del 26 maggio.

«Ma non è novità assoluta – puntualizza subito Cecchini – semmai è una scelta che va in continuità con la mia precedente amministrazione. Neanche gli assessori di allora usufruivano di rimborsi. Ho riproposto l’idea ai nuovi, che l’hanno subito condivisa». Tuttavia l’elemento di novità c’è comunque. Perché ai componenti della giunta che si è appena insediata (con Simona Giuntini vicesindaca, Federico Mangini, Marco Cecconi e Gloria Vallini assessori), sarebbero spettati anche un paio di ritocchi alle indennità. Niente di sconvolgente, si tratta rispettivamente del 2% e del 3%. Ma moltiplicati per cinque componenti e proiettati nei prossimi cinque anni, avrebbero comunque rappresentato, da una parte un’uscita in più per le casse comunali, e dall’altra un “rimedio”, seppur parziale, alla decurtazione del 10% stabilita dalla legge per tutti gli amministratori in un’ottica di spending-review. Le due maggiorazioni sarebbero scattate come premio per la solidità del bilancio comunale.

Ma la giunta, all’unanimità, ha deciso di non arrotondarsi l’indennità, rinunciando contemporaneamente «a cellulare di servizio e rimborsi spese telefoniche– si legge nell’atto – e a qualsiasi rimborso spese connesso ad impegni istituzionali fuori sede (biglietto treno, rimborso benzina, parcheggi o altro». L’unica eccezione è prevista – e solo in casi straordinari – per la sindaca, in caso di viaggi particolarmente onerosi.

«Chi si mette a disposizione della comunità – spiega Cecchini – fa una scelta precisa, dettata dalla passione e non dai soldi. Io, per esempio, sono una dipendente pubblica in aspettativa. Se andassi a lavorare, prenderei uno stipendio simile a quello da sindaca ma con molte meno responsabilità sulle mie spalle, 36 ore di impegno settimanale e i weekend liberi. Ma, candidandomi, ho fatto una scelta ben precisa, della quale sono orgogliosa e che non è dettata certo dall’aspetto economico. Non ho nulla contro coloro che ricoprono una carica come la mia e che hanno in dotazione un telefono di servizio e si fanno rimborsare le spese. Io ho deciso diversamente e sono contenta che anche i nuovi assessori che ho appena nominato abbiano accolto la mia proposta».

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