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tutela dell’ambiente 

Cinque milioni di euro per fare i lavori che riporteranno l’acqua nel Padule

Luca Signorini
Cinque milioni di euro per fare i lavori che riporteranno l’acqua nel Padule

Gli interventi di “rinaturizzazione” a opera del Consorzio di bonifica prenderanno il via il 1° luglio e finiranno il 30 settembre

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ponte buggianese. Già di per sé è una materia complessa, che le norme e le differenti competenze certo non aiutano a semplificare. Di chi è quel pezzo di terra, di chi è quell’altro: i problemi all’interno del Padule di Fucecchio sono anche di questo tipo. Poi ci si mette lo stallo della Regione Toscana ancora titubante a firmare il protocollo d’intesa con la Provincia di Pistoia per lo “spezzatino” dei beni: il Centro visite di Castelmartini al Comune di Larciano, il vicino osservatorio faunistico delle Morette al Comune di Ponte Buggianese. Pare che la Regione abbia chiesto di abbattere il “casotto” con le fessure dove fare birdwatching e ammirare gli uccelli che migrano e svernano nell’area umida. Rimossa la postazione, non ci sarebbe più l’osservatorio.

«Ho sollecitato Provincia e Regione: dobbiamo metterci tutti intorno a un tavolo per trovare una soluzione definitiva», sottolinea il sindaco di Ponte, Nicola Tesi. Non di secondo piano è lo scontro aperto tra cacciatori e ambientalisti, che agita tutti i coinvolti e dà un senso ai comportamenti. In mezzo a questo caos, lunedì primo luglio entrano nel vivo i lavori di “rinaturalizzazione” del Padule, avviati con opere preparatorie la scorsa estate.

Ieri una tavola rotonda convocata dall’associazione dei proprietari Terra Nostra Unita ha fatto il punto della questione, presenti i rappresentanti di Federcaccia.

«Dalla Regione abbiamo ottenuto una deroga sui tempi di inizio e una proroga sui tempi di conclusione, che saranno compresi nella finestra temporale 1° luglio-30 settembre», hanno spiegato Lorenzo Galardini e Mattia Bonfanti del Consorzio di bonifica Basso Valdarno, che ha in carico un progetto triennale da 5 milioni di euro, affidato all’azienda Fea di Modena. Questa estate dunque operai e ruspe nel cratere palustre: gli interventi consistono nel taglio della vegetazione, escavazione dei canali interrati dove far convogliare l’acqua, ripristino argini e strade con il materiale di risulta, pulizia complessiva dell’area e conservazione dell’ecosistema, creazione di un nuovo invaso lacustre in località Il Coccio (Ponte Buggianese), nel quale in futuro arriverà l’acqua dal potenziato depuratore di Pieve a Nievole, investimento previsto nel progetto “tubone” che vedrà la dismissione di 15 piccoli impianti. Ma questa è un’altra storia, pur collegata.

Ancora i tecnici del Consorzio: «Partiremo con taglio ed escavazione da sud (quindi dal fiorentino, nda) verso nord: prima al canale del Capannone fino alla Dogana di Anchione, poi al canale del Terzo fino a Ponte Righetti e infine al Canaletto fino al Casin del Lillo. Sul portale della Regione Toscana è mappato il reticolo idrografico: si vede dove il Consorzio è obbligato a intervenire e dove no. Per quanto riguarda l’argine Criachi-Biagiotti e la riserva delle Morette, ci prendiamo l’impegno di verificare se i lavori sono previsti quest’anno».

Ce ne sono di questioni aperte. Così Patrizio Zipoli, segretario di Terra Nostra Unita: «Le cose da fare sono tante, ed è chiaro che le prime variabili sono il meteo e i suoi riflessi sul territorio. A settembre comunque convocheremo un’altra assemblea per il fine lavori».

Ha aggiunto Galardini: «Daremo risposte ai problemi del Padule, come l’interramento dei canali. La normativa ci mette dei paletti, l’abbiamo aggirata facendo classificare l’area umida come corpo idrico unitario: per questo possiamo iniziare prima e finire dopo».

Sembra esserci buona volontà nonostante il trambusto, lo dimostra anche il pool di archeologi, agronomi, topografi e altri tecnici che seguono il cantiere. –

Luca Signorini

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