Il Tirreno

Pontedera

piano da 30.000 euro 

«Il tartufo è un tesoro una mappa delle aree sarà utile per tutelarlo»

Giacomo Pelfer

La proposta della consigliera Galletti (M5S) piace all’associazione: «Serve per garantire la ricerca libera e salvaguardare il tubero»

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SAN MINIATO. Una grande mappa regionale per difendere e promuovere il tartufo toscano. «Perché è paradossale avere un tesoro nei nostri boschi e non sapere quanto sia vasto». Nasce da qui la proposta della consigliera regionale Irene Galletti (Movimento 5 Stelle) che avanza l’idea di una mappatura toscana di tutte le aree tartufigene.

Un’idea che piace ai tartufai, compresi quelli di San Miniato, che da tempo sottolineano la necessità di uniformare le piccole mappature comunali, elaborate qua e là negli anni ma senza una visione unitaria e complessiva delle aree da tutelare. «Ad oggi – sottolinea infatti Galletti – la rilevazione della presenza di questo straordinario frutto della terra non è uniforme su tutto il territorio. Esistono zone della Toscana mappate e altre no. Una carenza che non favorisce l’ottimale promozione di questa filiera, né la tutela delle aree vocate». Da qui la proposta di uno studio da affidare alle università e con il supporto di esperti e tecnici presenti sui territori.

«Realtà che possono mettersi subito al lavoro», dice la consigliera pentastellata, che ipotizza in 30mila euro appena l’investimento per un’adeguata mappatura: «Un impegno economico irrisorio – dice – se confrontato con i grandi risultati che ne possono derivare». Per questo Galletti annuncia la presentazione di un atto in tal senso, proponendo anche che la futura mappatura preveda un aggiornamento a cadenza regolare, «magari ogni tre anni», ma sottolineando al tempo stesso la necessità di una maggiore promozione.

«Nell’ultimo anno, solo grazie al rilascio delle autorizzazioni ai tartufai – dice la consigliera – la Regione ha incassato circa 340mila euro. Meno di un terzo di questi proventi, però, è stato destinato all’attività di promozione e tutela del tartufo tramite le associazioni toscane». Associazioni che sembrano ben disposte a sostenere la proposta, «Perché una mappatura regionale è sempre mancata», dice Guido Franchi, agronomo e vicepresidente dell’Associazione tartufai delle colline sanminiatesi. «Quello della mappatura è un impegno che è partito da tanti anni – ricorda -. È stato fatto a San Miniato e in altri Comuni di area fiorentina e senese, ma si tratta sempre di mappature parziali, perché non c’è mai stato un coordinamento progettuale e ogni professionista ha seguito criteri propri. Per questo come Associazione tartufai abbiamo sempre chiesto di uniformare la mappatura, da un lato per garantire la libera ricerca e dall’altro per mantenere le aree tartufigene. L’obiettivo è tutelare il tartufo come risorsa, anche per l’immagine di un prodotto che porta turismo e che allo stesso tempo favorisce un’agricoltura di qualità, perché se il tartufo si trova significa che le attività agricole sono condotte in un certo modo». —

Giacomo Pelfer

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