Sicurezza
Rischia la vita per le botte del marito violento
L’uomo è stato arrestato, nei mesi scorsi era stato raggiunto dal divieto di avvicinamento ma poi i due avevano fatto pace
PONTEDERA. È sufficiente che la moglie indossi un paio di pantaloni stretti per innescare una reazione violenta del marito geloso. Percosse e litigi nella casa della coppia, di origine straniera ma residente in un centro della provincia di Pisa, sono all’ordine del giorno. Ma per un certo periodo riescono a restare nascoste. La donna non riesce a denunciare il padre di suo figlio anche se l’uomo non la risparmia e ogni occasione diventa buona per picchiarla. Il primo intervento nella casa dove la coppia vive i carabinieri lo fanno la vigilia di Natale quando nelle famiglie di solito si respira un’aria di festa. I carabinieri, chiamati dai vicini che sentono le urla della donna, la trovano con il volto arrossato dalle percosse.
Ma lei, 40 anni, senza un lavoro fisso, è reticente. Non parla, non denuncia anche se gli ematomi sul suo corpo gridano. I carabinieri informano la Procura e la donna si convince a denunciare. Tanto che il Gip del Tribunale di Pisa, a distanza di alcune settimane da quel litigio, emette la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla casa coniugale. Il marito violento è fuori dalle mura domestiche, va da alcuni parenti che abitano nel comune di Cascina. I mesi passano e la donna si lascia convincere. Lo fa rientrare in casa. Si fida di nuovo di lui che per poco, l’8 giugno, non la manda all’altro mondo. Quel giorno infatti la situazione sfugge da ogni controllo. Il marito la picchia in maniera così violenta da rischiare di ucciderla. La madre viene accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale di Pontedera. È gravissima, rischia la vita. I medici la ricoverano in prognosi riservata per i gravi traumi che ha alla testa. Ora è fuori pericolo, seguita dal personale dell’Asl come richiesto per chi viene inserito nel percorso del codice rosa. Ma il marito, un operaio ossessionato dalla gelosia, rappresenta per lei un vero pericolo.
Per l’operaio di 41 anni, mentre la moglie lasciava il reparto di rianimazione, si sono aperte le porte del carcere Don Bosco. I carabinieri di Cascina lo hanno arrestato, su ordine di custodia cautelare in carcere, emesso dal Gip del tribunale di Pisa in sostituzione e aggravamento di una precedente misura che lui non ha rispettata del divieto di avvicinamento alla vittima. L’uomo è accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate in danno del coniuge.
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