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Ponteginori 

Ex pilota di rally stroncato da un malore a quarantasette anni

Ex pilota di rally stroncato da un malore a quarantasette anni

A scoprire la tragedia è stata la madre. L’uomo, dipendente di Enel, era malato da tempo

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MONTECATINI VAL DI CECINA. Lutto per la morte di un ex quarantasettenne, con un passato nel mondo dei rally automobilistici. Da tempo il dipendente Enel, che abitava a Ponteginori, era malato. Viveva insieme alla madre che l’altro pomeriggio lo ha trovato morto dopo che lo aveva lasciato in casa per uscire per alcune ore. È stata la donna, a metà pomeriggio, a dare l’allarme al 118. Quando la donna è tornata a casa si è resa conto che il figlio, Filippo Amadori, le cui condizioni si erano aggravate nell’ultimo tempo, stava male. All’inizio ha pensato di poter fare ancora qualcosa per strapparlo al suo destino. Invece quando sono intervenuti i primi soccorritori hanno capito che la situazione era disperata e che non c’era più niente da fare. Anche l’eliambulanza Pegaso è stata fatta rientrare alla base. Si è trattato di una morte naturale, conseguenza della malattia che ormai da tempo lo aveva colpito. E la salma è stata lasciata alla famiglia per il funerale. . La notizia della scomparsa del 47enne ha fatto il giro del paese in poco tempo e si è diffusa anche nel mondo degli appassionati di corse d’auto, anche perché negli anni Novanta Amadori era stato tra i protagonisti di numerose gare e aveva corso per la scuderia Jolly Club.

I motori erano la sua grande passione ma, gli amici lo ricordano come uno sportivo a tutto tondo e di ciclismo in particolare. Appassionato delle colline dove viveva, che richiamano tanti amanti della velocità, attirati dai tornanti e dalla strade libere dal traffico cittadino.

«Quanto dolore caro Filippo; sei stato un guerriero per tanti. I ricordi rimarranno indelebili», scrive un’amica su Facebook.

«All’uscita della prova speciale Micciano ti ho incontrato anni fa, più di 10, ad un Val di Cecina, eri in bici. Sul mio giubbino fotografico lo stemma Lancia, partì una chiacchierata che durò mezzo pomeriggio tra me te e mio zio...nel ricordare gli anni d’oro della nostra casa costruttrice di cui avevi fatto parte. Grazie. Riposa in pace», è il ricordo di Samuele Ranfagni. –

 

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