Il Tirreno

Pontedera

Tentato omicidio 

Respinti i domiciliari alla badante ungherese

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CASCINA. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Livorno, Marco Sacquegna, ha respinto la richiesta degli arresti domiciliari per la badante ungherese Istvanne Szegedi, la moglie dell’ex imprenditore delle gomme Angelo Lo Coco, residente per un lungo periodo di tempo a Cascina. La donna, 58 anni, la mattina del 4 maggio al culmine di una lite scoppiata per gelosia tentò di uccidere il coniuge a coltellate e fu arrestata con l’accusa di tentato omicidio. A salvare la vita del settantatreenne, che riuscì a chiamare il 113 grazie a un cellulare con il tasto impostato sul numero di emergenza, furono gli agenti della Squadra volante della questura, la sovrintendente capo Valeria Norfini (capopattuglia) e l’assistente capo Lorenzo Quercioli. Mentre quest’ultimo riuscì a girare il polso della colf disarmandola, Norfini dette un calcio all’arma da taglio una volta caduta sul pavimento, allontanandogliela definitivamente. Poi l’ammanettarono, con Lo Coco trasportato d’urgenza in ospedale dai volontari della Svs di via San Giovanni, da dove è poi uscito con una prognosi di 10 giorni. Da quel giorno la badante è rinchiusa nel carcere femminile di Sollicciano, a Firenze. Il suo avvocato, il pisano Roberto Nocent, per lei aveva chiesto gli arresti domiciliari a casa di una coppia di anziani dove la cinquantottenne lavorava come domestica. Ma il gip Sacquegna ha bocciato la richiesta motivandola con il rischio di reiterazione del reato. La titolare dell’inchiesta - le cui indagini iniziali furono affidate all’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato - è la sostituto procuratore Sabrina Carmazzi, che al giudice per le indagini preliminari ha chiesto di poter interrogare Lo Coco nell’incidente probatorio. —

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