Il Tirreno

Pontedera

Niente tuffi, solo degrado nel maxi complesso abbandonato

Nilo Di Modica
Niente tuffi, solo degrado nel maxi complesso abbandonato

Deserta l’ennesima asta di vendita (da 680.000 euro), ma stavolta l’Uisp non fa in tempo a prendere in affitto la gestione estiva della piscina alle Barbate

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MONTOPOLI. Niente tuffi quest’anno al complesso de Le Barbate. Dopo gli ultimi affitti estivi, la Uisp Zona Cuoio ha infatti dovuto rinunciare a quello che in appena tre anni era diventato un appuntamento fisso per gli amanti della piscina in località Capanne di Montopoli, all’ombra del viadotto e a due passi dallo svincolo della Fi-Pi-Li.

Un modo per garantire una stagione di sole e refrigerio ai tanti che in questi anni avevano affollato vasche e sdraio della struttura, molto nota anche per i tanti corsi di nuoto e movimento in acqua organizzati proprio dalla Uisp, ma anche un’occasione per far vivere almeno qualche mese all’anno quell’enorme complesso turistico ricreativo che da anni non trova un compratore e, dopo il fallimento dell’impresa che tentò l’avventura imprenditoriale anni fa, sembra sempre più destinato all’incuria e all’abbandono.

«Il motivo per cui abbiamo dovuto rinunciare quest’anno alla presa in gestione è soprattutto burocratico, niente più – spiega il presidente di Uisp Zona Cuoio Antonio Bottai. – In passato le aste di vendita dell’immobile avvenivano sempre a marzo, maggio od ottobre e questo ci consentiva, una volta che erano andate deserte, di fare tutti i passaggi per la gestione estiva della piscina e sistemazione dell’area in tempi utili. Stavolta invece l’ultimo incanto è stato fissato l’11 giugno, una data troppo inoltrata nell’estate per permetterci di disbrigare tutte le pratiche e aprire in tempo».

Tempistiche che in pratica hanno cozzato anche con la necessità, tipica degli ultimi tre anni di gestione estiva in affitto dell’immobile da parte dell’associazione previa trattativa con l’Istituto vendite giudiziarie, di quella imprescindibile fase preparatoria fatta di piccoli investimenti, spese e rimessa in sesto dell’area, pulizia delle vasche, acquisto dei materiali, bonifica dei terreni e del prato e via dicendo. Senza contare i tempi della burocrazia per la presa in carico del bene.

Tutte cose per le quali quest’anno è venuto a mancare il tempo, col rischio di non poter sfruttare pienamente della stagione e recuperare l’investimento.

Si apre ancor di più, adesso, tutta la partita del futuro delle strutture. Aperto nel 2008, l’intero complesso comprende un fabbricato destinato a ristorante, un bar, un’infrastruttura sportiva composta da piscina (1160 mq) e tre campi da calcetto corredati da un locale di servizio sviluppato in tre piani fra spogliatoi, bagni e infermeria.

Presenti poi una cabina elettrica, circa 4500 metri quadrati di parcheggi oltre a 19. 159 mq di terreno agricolo. Una struttura enorme e sfortunata andata all’asta già la bellezza di sei volte, passando da un valore iniziale di 1 milione e 760mila nel gennaio 2017 ai 680mila euro dell’11 giugno scorso, quando ancora una volta non si è presentato nessuno in tribunale. Fra i tanti vantaggi della gestione estiva Uisp, anche quello di garantire una regolare risistemazione di parte dei locali (non tutti) che dal 2016 venivano ogni anno passati al vaglio di una rimessa in sesto al fine di passare la stagione. 

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