La protesta
«Non ho picchiato i bimbi a lezione di Corano»
Uno dei maestri respinge le accuse, l’altro sceglie il silenzio. L’avvocato: «Fatti simili accaduti anche nelle scuole italiane»
SANTA CROCE. Restano in carcere i due senegalesi, uno di 43 anni e l’altro di 23, accusati di avere picchiato, anche utilizzando una verga di legno, gli allievi di una scuola di Corano, tutti figli di famiglie senegalesi che vivono da anni nel comprensorio di Santa Croce sull’Arno. Si è svolto ieri mattina, nel carcere Don Bosco, l’interrogatorio di garanzia davanti al Gip, Giulio Cesare Cipolletta. Diversa la posizione dei due indagati. Il primo, quello di 43 anni, indicato come la guida spirituale, il maestro di Corano, non ha risposto alle domande del giudice. Mentre il 23enne, che fino a poco tempo fa era allievo della stessa scuola, si è difeso dalle accuse.
«Con le violenze non c’entro»: è questa la sua versione dei fatti. Il collaboratore del maestro di Corano, in sostanza, sostiene di avere avuto un ruolo marginale nell’educazione dei bambini e dei ragazzi che frequentano la scuola.
Il difensore dei due arrestati, l’avvocato Alessio Righini, ha poi spiegato che il 23enne aveva cominciato a seguire i ragazzi da poco tempo. «Il giovane ha detto al giudice – spiega il difensore – di non avere picchiato i ragazzi». E se in alcune occasioni ha cercato di riprenderli perché non ascoltavano le lezioni di Corano lo avrebbe fatto senza mettere alcuna forza o intensità nel tirare le orecchie agli allievi.
La polizia sta ancora indagando su quanto è avvenuto nella scuola di Corano che in pratica ha cessato l’attività dopo che il maestro è stato arrestato insieme ad un collaboratore. Mentre un secondo aiutante, che è minorenne, è stato indagato in stato di libertà per lo stesso reato di maltrattamenti su minori.
I video che sono stati registrati dalla telecamera installata dalla polizia nella scuola gestita dall’associazione islamica serviranno a mettere diversi punti fermi nell’indagine. Ma già i singoli fotogrammi mettono in evidenza un metodo che non ha niente a che fare con quello di un insegnamento libero e che non ha bisogno di ricorrere alle maniere forti per fare in modo che i ragazzi seguano le lezioni.
«Ci tengo a precisare – spiega l’avvocato – che questa storia, anche se è avvenuta in un centro islamico, non è diversa da quelle che avvengono nelle scuole italiane. E a Santa Croce ce n’è stata una simile».
Il difensore nei prossimi giorni presenterà un’istanza per chiedere l’attenuazione della misura cautelari in carcere disposta dal Tribunale su richiesta della Procura. Richiesta di libertà o di arresti domiciliari.
Per l’accusa la vicenda è chiara nella sua gravità: bimbi percossi con delle mazze per imparare il Corano. Con l'accusa di maltrattamenti su minori, sono stati arrestati dalla Squadra mobile di Pisa i due maestri di Corano e un terzo membro dell’associazione culturale islamica senegalese è stato indagato a Santa Croce sull'Arno al culmine di un'indagine nata per far luce sui comportamenti tenuti nella scuola allestita in un fondo nel centro della cittadina. La scuola era frequentata da una sessantina di ragazzini tra 7 e 17 anni. In nessun caso la polizia ha riscontrato indottrinamenti antioccidentali. —
S.C.
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