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il funerale 

Una folla per salutare “Paolone” Cioni scomparso a 68 anni

Una folla per salutare “Paolone” Cioni scomparso a 68 anni

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CAPANNOLI. Per l’ultimo saluto a Paolo Cioni, morto a 68 anni, si sono ritrovati nella chiesa di Santo Pietro Belvedere centinaia di persone che con il loro calore e la loro presenza si sono unite al dolore della moglie Ivana che proprio in questi giorni avrebbe dovuto festeggiare con Paolo i 40 anni di matrimonio. Un pezzo enorme di strada fatta insieme. Una vita. Oltre alla sua famiglia naturale, sono arrivati a Santo Pietro gli amici di tutti i giorni e di tanti anni, i carabinieri, molti arrivati con l’uniforme, certi di interpretare un desiderio di “Paolone”. Ma anche poliziotti, finanzieri, giudici, imprenditori e amici comuni, sindaci e consiglieri regionali. Molti di loro sapevano che Paolo era malato. E avevano capito che qualcosa non stava andando per il verso giusto anche dai suoi silenzi. Ogni giorno Paolo scriveva agli amici. Il messaggio del buongiorno e quello della buonanotte. E dalla fine di maggio quello che era un appuntamento fisso era cominciato a venire meno.

«Sapeva costruire relazioni umane e professionali», ha ricordato don Ernesto Testi all’omelia, parlando di Paolo come amico e anche come parente. «Poteva anche sembrare burbero all’inizio – ha detto il sacerdote – ma conoscendolo si capiva che non lo era». E l’ultimo saluto è stato l’occasione per riportare alla memoria tanti ricordi. Le cene, il dolore per il nipote perso in giovane età, l’affetto per i bambini, che un po’ gli facevano ricordare di quando lo chiamavano “la peste”. La moglie Ivana ringrazia quanti le sono stati vicini, a cominciare dai medici e dal personale dell’ospedale Lotti, durante la malattia e in questi giorni, oltre alle autorità e a chi ha preso parte al funerale. —

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