Il Tirreno

Pontedera

imprenditoria in lutto 

Paolo si è arreso alla malattia, aveva 68 anni

Paolo si è arreso alla malattia, aveva 68 anni

Cioni era un noto commerciante d’auto (aveva la concessionaria Opel a Pontedera). Oggi il funerale a Santo Pietro 

2 MINUTI DI LETTURA





capannoli. Sapeva bene che sarebbe stata una dura prova, che la malattia era grave, difficile da sconfiggere. Ma ha lottato sino alla fine, non voleva lasciare la sua famiglia, la moglie, gli amici. E se qualcuno gli chiedeva come stava, Paolo alzava il sopracciglio, lo guardava da sotto gli occhiali e gli faceva capire, senza troppi giri di parole, che era pronto a combattere, fiducioso nelle terapie. Negli ultimi due anni Paolo Cioni, 68 anni, commerciante d’auto di Santo Pietro Belvedere, ha affrontato le terapie con determinazione e la voglia di farcela. Il destino però aveva deciso diversamente e Paolo, per gli amici “Paolone”, se n’è andato ieri mattina.

Un dolore immenso per la moglie Ivana, per i familiari e per chi lo conosceva. Di amici Paolo, che non aveva figli, ne aveva tanti. Soprattutto nell’Arma dei carabinieri, che era un po’ la sua seconda e grande famiglia. Se gli chiedevi il nome di un ufficiale da nord a sud lo conosceva e ti raccontava una bella storia o un aneddoto. Alcuni ufficiali che nel corso degli anni hanno comandato la compagnia dei carabinieri di Pontedera avevano trovato in lui un amico, un fratello maggiore, come un familiare. Tanto che alcuni di loro lo hanno voluto come testimone alle loro nozze. Ma il suo legame con l’Arma non si fermava a Pontedera o in Toscana: nel tempo aveva mantenuto amicizie con tanti carabinieri al comando generale a Roma. A Paolo piaceva sentirsi vicino all’Arma, e loro, i carabinieri, contraccambiavano volentieri la sua amicizia. Nel suo ufficio, nella concessionaria Opel a Pontedera, aveva cominciato a collezionare i berretti degli ufficiali suoi amici diventati generali o comunque che avevano fatto avanzamenti di carriera. Un uomo alla mano quanto generoso, appassionato di caccia, aveva saputo costruire rapporti con i vertici locali delle forze dell’ordine (non solo carabinieri ma anche polizia e finanza) o con giudici e sostituti procuratori, oltre che con i suoi clienti e gli amici incontrati nella vita. Conosceva tutti i medici dell’ospedale Lotti, dove sapeva di avere un valido punto di sostegno e professionalità. Chi lo conosceva ricorda decine di aneddoti e le proverbiali cene che periodicamente organizzava. “Una cosa semplice, per stare insieme”, diceva. E quando cominciava con “Ascolta a me...” ci poteva stare il consiglio come un rimprovero. Negli ultimi mesi la malattia ha cominciato a non dargli tregua. Frequenti ricoveri lo hanno provato nel corpo ma non nello spirito rimasto battagliero fino alla fine. Il funerale è in programma oggi alle 15.30 a Santo Pietro Belvedere. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa