Il Tirreno

Pontedera

Tra simpatia e teatralità il caso del nuovo cimitero secondo San Bartolomeo strega pubblico e giuria

Giacomo Pelfer
Tra simpatia e teatralità il caso del nuovo cimitero secondo San Bartolomeo strega pubblico e giuria

Successo della sfilata storica a Castelfranco di Sotto, gli altri premi  a San Pietro (figurante), San Martino (dama) e San Michele (coppia) 

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TUFFO NEL PASSATO

Ad inaugurare la giornata del Palio dei barchini a Castelfranco sono stati come sempre i colori, i suoni e le emozioni della sfilata storica. Un lungo corteo per le strade del paese, scandito dal rullo dei tamburi e accompagnato dai costumi sgargianti e ricercati di dame e figuranti.

Un appuntamento che ha attirato centinaia di spettatori, regalando la prima gioia ai rossoblù di San Bartolomeo, che hanno poi trionfato nel Palio dei barchini e in quello “Mini”: la rievocazione dedicata all’ampliamento del cimitero di via Usciana a metà ‘800, messa in scena con la consueta teatralità e simpatia, ha conquistato più di tutte il favore della giuria, anche se gli altri tre premi alla fine sono stati equamente distribuiti fra le altre tre contrade.

A San Pietro a Vigesimo è andato il premio per il miglior figurante della storica grazie a Roberto Martini nelle vesti del mendicante. San Michele si è aggiudicato quello per la miglior coppia di portacolori, mentre San Martino ha conquistato il premio per la migliore dama con Alessia De Felice.

Proprio i verdearancio, campioni in carica del 2018, hanno avuto l’onere di aprire il corteggio con la sfilata dedicata al pittore Antonio Puccinelli, nato a Castelfranco nel 1822. Tre le scene preparate da San Martino: dall’infanzia di Puccinelli nella sartoria dei genitori fino alle frequentazioni nel Caffè Michelangiolo di Firenze, storico ritrovo dei macchiaioli, per poi chiudere con i quadri “viventi” (ispirati ad alcune delle opere dell’artista) e con il pittore Renzo Liberati, nelle vesti del Puccinelli, che nel corso della sfilata ha completato un ritratto dell’artista che sarà donato all’amministrazione. Tanto movimento e altrettanta simpatia nella rievocazione di San Bartolomeo, che ha rappresentato l’estenuante trattativa tra il sindaco di Castelfranco e la signora Guerrazzi per l’acquisto dei terreni destinati al nuovo cimitero. A seguire i lavori di costruzione e il primo funerale, con tanto di vedova inconsolabile e un creditore disperato. Infine quattro becchini e un sacerdote intenti a calare una cassa nel nuovo cimitero.

Un tuffo negli anni ’30, invece, con la sfilata di San Michele dedicata al passaggio da Castelfranco della regina Elena: decine di castelfranchesi in festa e altrettante bandiere tricolore, insieme a una scolaresca in rigoroso ordine, tutti in attesa del passaggio della sovrana su una fiammante auto d’epoca. Infine San Pietro che è tornata indietro fino al 1632, quando la carestia e la peste di quegli anni spinsero un gruppo di laiche a chiedere l’aiuto del clero e del popolo per fondare un istituto di assistenza per i bambini poveri, dando vita così al cosiddetto “asilo delle suore” tuttora esistente in via Matteotti. Al termine della sfilata è stata premiata anche la piccola Giulia Paterlini della scuola media Leonardo da Vinci, vincitrice del primo concorso per il manifesto del Palio. —

Giacomo Pelfer

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