Il Tirreno

Pontedera

dopo il voto 

«Indisponibile a parlare di tagli alla cultura»

Cristiano Marcacci
«Indisponibile a parlare di tagli alla cultura»

Il discorso al nuovo consiglio comunale della sindaca Deidda che dedica una citazione di Gramsci agli eletti più giovani

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santa croce. Ha fatto riferimento ad Antonio Gramsci e ad un suo intervento sul primo numero de “L’Ordine Nuovo” del maggio 1919, la sindaca di Santa Croce Giulia Deidda nell’augurare buon lavoro ai nuovi eletti in occasione della prima seduta del consiglio comunale, andata in scena ieri sera dopo le elezioni del 26 maggio scorso.

Deidda si è rivolta in particolare ai consiglieri più giovani, Camilla Martini, Giovanni Golfarini e Benedetta Cicala. «A voi – ha detto la sindaca – dedico una delle citazioni più famose, ma anche una delle più rivoluzionarie (compie 100 anni quest'anno!): “Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza”».

Nel corso del suo discorso d’insediamento Deidda ha confessato di avvertire una grande responsabilità, nonostante sia all’inizio del secondo mandato.

«Gli elettori mi hanno scelta – ha detto – per ridisegnare i tempi e gli spazi della nostra città, riorganizzarla, prepararla ad un futuro che non ci farà sconti, ma saprà fiorire dove troverà un terreno fertile. Abbiamo un programma ambizioso da rispettare, e avremo occasione di affrontare ogni nostra singola proposta qui in consiglio. In questa prima seduta voglio appellarmi a tutti voi perché le nostre differenze possano diventare il più possibile occasione di crescita per Santa Croce. Sul securitarismo non troveremo grandi punti d'incontro, ma sulla collaborazione tra cittadini e forze dell'ordine per la sicurezza sì. Di tagli alla cultura non sono disposta a ragionare, ma di efficientamento delle spese pubbliche sì, a partire dalla nostra illuminazione. La politica nazionale entra ed esce dalle nostre stanze, lasciando a volte delle belle possibilità e altre volte delle amarezze. Cercheremo di valorizzare le prime e affronteremo le seconde. Lo dobbiamo al nostro mondo, che è soprattutto un mondo di lavoratori e lavoratrici, con le loro famiglie, le loro associazioni, i loro figli, i loro anziani. Lo dobbiamo a un mondo che nonostante la crisi sta continuando a fare grandi risultati, a un mondo che guarda alle istituzioni che ha più vicino, perché il Comune è il primo interlocutore istituzionale per i cittadini, per le famiglie e per le associazioni e le imprese, e si aspetta ascolto, comprensione, e risposte». —

Cristiano Marcacci

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