Il Tirreno

Pontedera

gli assalti alle farmacie 

Rapine violente: due arrestati, altri due in fuga

Pietro Barghigiani
Da sinistra il maggiore Michele Cataneo con il maresciallo capo Lapo Chiti
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Da sinistra il maggiore Michele Cataneo con il maresciallo capo Lapo Chiti

Cascina: scoperti grazie all’uso dell’auto della mamma di uno della banda per sopralluoghi e colpi. Vittime intimidite con un coltello

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CASCINA. Prima i sopralluoghi. Poi le rapine. Sempre con la stessa auto, quella della mamma di uno della banda. Pensavano di usare la Punto “pulita” della donna per evitare sospetti e non dare nell’occhio.. È stato, invece, l’errore fondamentale che ha consentito ai carabinieri della Compagnia di Pontedera di risalire ai quattro presunti autori di tre rapine ad altrettante farmacie: la Ricci di Perignano il 6 aprile, la Nunziata di Latignano il 24 aprile e la Fontana di San Giovanni alla Vena il 27 aprile.

Su richiesta del pm Giovanni Porpora è stato eseguito l’arresto firmato dal gip Giuseppe Laghezza di Emanuel Ardelean, 21 anni, romeno, di Castelfranco di Sotto e di Abdelah Aribi, 27anni, marocchino, di Santa Croce sull’Arno. Altri due componenti la banda, di 18 e 29 anni, entrambi marocchini, destinatari dell’ordine d’arresto, le ricerche non hanno ancora portato alla loro cattura. Li hanno cercati tra Santa Maria a Monte e Castelfranco di Sotto e in altri luoghi.

La particolarità del gruppo era quella di assaltare le farmacie usando una mascherina usata dai chirurghi e minacciando i farmacisti con un coltellaccio da macellaio. Dai 3900 euro alla Ricci ai 150 della Nunziata più lo smartphone rapinato alla dottoressa fino ai 1200 della Fontana. Sono i colpi contestati nelle 18 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare. Per la tipologia di azione i carabinieri hanno passato le carte ai colleghi di Pistoia e Lucca per verificare possibili analogie con altre rapine in quei territori.

L’operazione “The mask” è stata illustrata dal maggiore Michele Cataneo, comandante della Compagnia dei carabinieri di Pontedera, con il maresciallo capo Lapo Chiti della Stazione pontederese.

«Un aiuto fondamentale è arrivato dalle telecamere della videosorveglianza privata e pubblica – sottolinea il maggiore Cataneo –. La banda faceva sopralluoghi per capire orari e vie di fuga. E poi colpiva alternando chi entrava con il coltello e con il volto coperto dalla mascherina. Una telecamera che legge le targhe è stata decisiva. Usavano sempre la stessa auto, prima e dopo le rapine. Sono stati preziosi anche i farmacisti. Pur terrorizzati per gli assalti hanno dimostrato lucidità nel riferire dettagli utili alle indagini».

Un pizzetto particolare di uno dei banditi, la stempiatura di un altro. Il riconoscimento dei banditi è arrivato senza indugio. Da un’analisi accurata dei fotogrammi estratti da un sistema di lettura targa è stata individuata l’auto usata dai banditi – aggiungono gli investigatori - mentre da quelli presenti in alcuni esercizi limitrofi alle farmacie rapinate sono stati estrapolati fotogrammi che permettevano di tracciare con precisione la dinamica dei fatti e identificare persino gli autori dei colpi durante i sopralluoghi».

Banditi violenti nelle intimidazioni con il coltello brandito contro i farmacisti, anche se non hanno mai picchiato i loro bersagli.

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