Il Tirreno

Pontedera

Quasi “cappotto” del centrosinistra così come avvenne al primo turno

Pietro Mattonai
Quasi “cappotto” del centrosinistra così come avvenne al primo turno

Analisi del voto nelle sezioni della cittadina e delle frazioni D’Anniballe batte Brogi solo alla scuola di via Melegnano

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Principio di conservazione applicato al voto. Si può riassumere così il trend del ballottaggio a Ponsacco, dove nelle 14 sezioni elettorali non c’è stato a un capovolgimento di quanto visto al primo turno. Del resto, come ha ammesso anche lo stesso Federico D’Anniballe, i rapporti di forza sono rimasti sostanzialmente invariati.

Se prima di domenica i voti che separavano il sindaco Francesca Brogi dall’avversario erano 838, con il ballottaggio si sono ridotti a 783, ovvero 55 in meno. Uno spostamento quasi impercettibile, che ha lasciato i dieci punti percentuali di margine tra i due sfidanti praticamente immutati.

Poco cambia, ovviamente, anche nel voto delle singole sezioni. Nelle prime undici, che raccolgono i voti della città da nord a sud rispetto al corso Matteotti, il centrosinistra si impone quasi ovunque, sfiorando il cappotto. Sì, solo sfiorando: in una sezione - la numero 1 - Brogi è stata sorpassata da D’Anniballe, anche se per soli due voti (239 a 241). Un dato che, guardando a quanto accaduto due settimane fa, è totalmente invertito: a Brogi erano andati 244 voti, mentre a D’Anniballe 199. Qualcosa dev’essersi mosso, tanto da portare al centrodestra una quarantina di voti che hanno permesso il sorpasso.

Per il resto, è all-in del centrosinistra, che si afferma in lungo e in largo, confermando quel che si era già visto nel primo turno di questa sfida.

La prima ad arrivare in Comune, direttamente dallo spoglio, è stata la numero 5: anch’essa, è a favore del sindaco già in carica per 265 a 224. Di nuovo, se confrontiamo i dati dello scorso 26 maggio, il movimento dei voti è evidente. Ma, stavolta, non a favore del centrodestra: D’Anniballe, infatti, perde diciassette voti, mentre Brogi incrementa di dieci. Le seconde due in ordine di arrivo - la numero 3 e la numero 4 - danno un minimo di rilancio al centrodestra rispetto al primo turno, ma non è sufficiente. Brogi 261 e 269 contro D’Anniballe, fermo a 197 e 211. In totale, per quanto riguarda Ponsacco città, il confronto tra 26 maggio e domenica ci offre un panorama mutato ma, sostanzialmente, costante: per Brogi, 2.922 voti al primo turno, incrementati a 3.016 al ballottaggio, mentre per D’Anniballe 2.321 preferenze al primo round, divenute 2.502 un paio di giorni fa.

Per quanto riguarda le frazioni, a Val di Cava - storica roccaforte del centrosinistra - i voti per la coalizione di Francesca Brogi rimangono del tutto invariati: 358 al primo turno, 358 al secondo. Un vero e proprio blocco inossidabile, che ha contribuito ad ampliare il margine della vittoria. Anche perché, mentre il 26 maggio per D’Anniballe sono state 231 le preferenze espresse, al ballottaggio ne mancano all’appello una trentina, essendo scese a 202. Alle Melorie (sezioni 13 e 14), infine, entrambi i candidati hanno aumentato il proprio consenso. Mentre Francesca Brogi è passata da 540 a 554 voti, Federico D’Anniballe si è fermato a 441, dopo averne raccolti 430 due settimane fa durante il primo turno.

Un voto, dunque, che pur tra alcuni spostamenti, ha ribadito la distanza che già era emersa al primo turno. –



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di Redazione web