La manifestazione
Consiglio a trazione Pd: in sette con Brogi
Al fianco della sindaca anche tre eletti con la lista civica “Per Ponsacco”, con D’Anniballe altri quattro leghisti
PONSACCO. La vittoria al ballottaggio di Francesca Brogi, che sarà dunque nuovamente sindaco di Ponsacco per i prossimi cinque anni, delinea finalmente anche la composizione definitiva del consiglio comunale. Sospeso nelle ultime due settimane di limbo tra primo e secondo turno, il “parlamentino” adesso ha ogni tassello al suo posto. La maggioranza, come da norma, ottiene 10 seggi oltre a quello che occuperà Brogi.
Azionista di maggioranza – di nome e di fatto – sarà il Partito democratico, forte del 28,8% ottenuto lo scorso 26 maggio. Alla testa ci sarà naturalmente Massimiliano Bagnoli, 49 anni, assessore uscente ai Lavori pubblici che ha ottenuto più preferenze nella lista dei dem: 161. Alle sue spalle, rispettivamente con 108 o 104 preferenze, Roberta Lazzeretti, consigliera uscente ed architetto, ed Alessandro Balluchi, una vita spesa all’interno del calcio ponsacchino e volto nuovo della politica cittadina. Rappresentate anche le due principali realtà del volontariato: entra in consiglio Simone Ferrini, 32 anni e direttore della Pubblica assistenza; e Fabio Deri, medico di base alla Misericordia. In quota Pd, uno scranno anche per Gerardino Zarra, che rientra in consiglio comunale dando seguito ai passati cinque anni, e Silvia Bosco, curatrice della testata locale “Il Ponte di Sacco”. La maggioranza si chiude con i tre esponenti della lista civica Per Ponsacco: primo è Francesco Vanni, il più giovane del nuovo consiglio comunale con i suoi 29 anni, quindi Laura Favilli, impiegata, e Davide Falchi, libero professionista.
Cinque de sei seggi della minoranza sono leghisti . Oltre a Federico D’Anniballe, che presumibilmente sarà capogruppo, un quartetto di candidati della Lega. In ordine di preferenze, troviamo Giada Canova, 47 anni e farmacista, Antonio Pericle Tecce, coordinatore comunale della Lega Ponsacco, Gianluca Tuzza, impiegato pubblico, ed Alessandro Ghelli. Ultimo posto in minoranza per Gianluigi Arrighini, 51 anni, architetto e candidato sindaco per il Movimento 5 stelle che, al primo turno, si è dovuto accontentare dell’11,75%. Cinque anni fa, furono proprio i grillini a sfiorare l’impresa di raggiungere il ballottaggio: il primo mandato di Francesca Brogi, infatti, fu possibile grazie al 50,43% dei voti al primo turno. —
Pietro Mattonai
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