Il Tirreno

Pontedera

Camicia aperta e volto tirato Franconi soffre poi scatta la festa

Tommaso Silvi Federico Baldelli
Camicia aperta e volto tirato Franconi soffre poi scatta la festa

Dopo la paura iniziale è gioia pura al comitato di via Roma «Dedico la vittoria a mio nonno e ad Alberto Grotta»

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PONTEDERA. Camicia bianca intrisa di sudore. Il volto ancora tiratissimo dalla tensione. Mentre nel comitato cominciano a stapparsi le bottiglie. Matteo Franconi ha vissuto in apnea lo spoglio che, alla fine, lo ha proclamato nuovo sindaco di Pontedera con il 52% delle preferenze. Una ballottaggio serrato, quella del candidato di centrosinistra con Matteo Bagnoli, del centrodestra.

«Un avversario all’altezza, a lui faccio i miei più sinceri complimenti», dice Franconi all’uscita dalla saletta, nella parte più nascosta del comitato, da cui ha seguito lo spoglio. Stravolto dalle mille emozioni vissute nell’arco di un’ora, quella che è servita per ufficializzare la sua vittoria, e travolto dagli abbracci di militanti ed esponenti del Partito democratico. A cominciare dalla consigliera regionale Alessandra Nardini e dal segretario provinciale, Massimiliano Sonetti.

La sala del comitato elettorale di Matteo Franconi si era riempita già alle 22. Sostenitori, curiosi, candidati si sono avventurati per ore in analisi numeriche sull’affluenza. E Franconi rinchiuso nella sala riunioni sul retro, dove era stato predisposto il collegamento con un proiettore per mostrare i risultati in tempo reale nella stanza principale. All’avvicinarsi delle 23 la tensione sale, e le persone aumentano. Dopo qualche seggio la tendenza appare chiara, e la festa può iniziare, conclusa con il corteo in corso Matteotti fino al municipio. Poco dopo la mezzanotte il nuovo sindaco pronuncia a fatica le prime parole post-ballottaggio: «Da domani subito al lavoro per la città, determinati a realizzare il nostro progetto».

Poi arriva l’abbraccio con Simone Millozzi, sindaco di centrosinistra uscente, anche lui con il primo bottone della camicia aperto e l’aria di chi ha vissuto momenti di grande tensione.

Franconi, prima del discorso ufficiale di fronte alle decine di persone assiepate di fronte al suo comitato, si lascia andare in una dedica: «Dedico questo successo a mio nonno, domani (oggi per chi legge, ndr) andrò a fargli visita al cimitero».

E non finisce qui, perché c’è un’altra persona speciale a cui va il pensiero di Matteo Franconi: «Alberto Grotta (ex titolare dell’azienda di caffè La Cittadella, scomparso nel 2016, ndr) che ha sempre creduto in me e che, sono sicuro, da lassù ha fatto il tifo per noi fino all’ultimo». Franconi, dunque, da oggi siederà nell’ufficio centrale di Palazzo Stefanelli. Lo farà grazie a poche centinaia di voti di differenza da Matteo Bagnoli. I bacini principali del consenso si rivelano le frazioni, come al primo turno. A La Rotta, Montecastello, La Borra, i distacchi sono alti a favore del centrosinistra. Bagnoli riesce a superare Franconi in alcuni seggi centrali. Una testa a testa infinito. «Una corsa faticosa - conclude Franconi - ma che siamo riusciti a vincere». —

Tommaso Silvi

Federico Baldelli

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