Sicurezza
Smith: a 4 anni dalla crisi, in 38 sperano nel posto fisso
Dopo l’esubero di 114 lavoratori di quattro anni fa, nella fabbrica di scalpelli petroliferi si torna a parlare di assunzioni a tempo indeterminato
SALINE. Quattro anni fa, in questo periodo, a Saline erano giorni difficili. C’era il presidio degli operai di fronte alla fabbrica di scalpelli per perforazioni petrolifere, la Smith Bits, i cui 193 lavoratori avevano ricevuto la lettera di licenziamento. I piani dell’azienda si rivelarono un bagno di sangue dal punto di vista occupazionale: 114 in esubero e 78 rimasti al lavoro. Ma a distanza di così tanto tempo, nella fabbrica si torna a sperare. Buona parte dei circa 40 che stanno lavorando con contratti a termine da due anni potrebbero ottenere il posto fisso.
La fine di agosto è il termine in cui è prevista la scadenza degli attuali contratti a termine che sono stati rinnovati di recente. Le esigenze produttive sono concrete e per questo c’è stato il ricorso a manodopera in aggiunta. Con il personale assunto a tempo indeterminato, la produzione era tra i cinque e i sei scalpelli al giorno. Con i 38 a tempo determinato, l’azienda di Saline di Volterra arriva a sedici, diciassette.
La necessità di realizzare più prodotti deriva dal fatto che la produzione di scalpelli fatta nello stabilimento di Houston (dopo la chiusura di quello a Ponca City) non sta dando i frutti sperati. E allora si ricorre a Saline per far fronte alle richieste, malgrado il prezzo del greggio non sia apparentemente favorevole per una super richiesta di perforazioni, e quindi di scalpelli.
Ovviamente il quadro dei prossimi mesi non è ancora definito. Se la tendenza degli ultimi periodi sarà confermata, la speranza che buona parte dei trentotto al lavoro con contratti a termine sarà assunto in via definitiva. Ma le prospettive, in effetti, non sembrano distanti da questo scenario. Fonti interne all’azienda raccontano di aspettative positive sul fronte occupazionale.
Di fatto, tra l’altro, l’azienda ha già fatto assunzioni. Sette direttamente e tre con la formula di assunzione a tempo indeterminato ma col supporto delle agenzie interinali.
Insomma, qualcosa di positivo torna a intravedersi alla Smith Bits, nome che fa parte della multinazionale Schlumberger e che in Valdicecina evoca scenari di grande lotta sindacale derivante dalla vertenza di quattro anni fa quando l’intera valle si mosse per provare a fermare la deriva occupazionale. Non tutto andò nel verso giusto, vista l’enorme perdita di posti di lavoro. Ci furono polemiche ed episodi di grande tensione, come quello del 12 giugno 2015 quando gli operai lanciarono uova sulle auto di alcuni dirigenti in uscita dallo stabilimento.
L’attesa è capire l’andamento della produzione di scalpelli per perforazioni petrolifere e le prospettive dell’azienda di Saline. Sperando che ci possa essere un lieto fine. —
Andreas Quirici
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
