Il Tirreno

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capannoli 

Oliver abbaia e mette in fuga il ladro già alla porta

Pietro Barghigiani

Il cocker al primo piano “avverte” i padroni di casa. La figlia: «Era a volto scoperto, scattata anche una foto al bandito»

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È un cocker e, nonostante l’apparente bonomia, sa fare la guardia.

Non ha la struttura del molosso che mette paura solo se digrigna i denti, il piccolo Oliver, campione di fedeltà all’uomo e attento segnalatore di visite non richieste.

Il suo dovere, comunque, ha dimostrato di saperlo fare, al di là di stazza tutt’altro che oversize e un aspetto che induce più alla carezza che al timore.

È stato il suo abbaiare, accompagnato da un’agitazione insolita, a far scoprire alla famiglia Sgherri che un estraneo, con evidenti tentazioni da ladro, si era introdotto nel giardino dell’abitazione e aveva iniziato a forzare con qualcosa di simile a un cacciavite la serratura della porta al piano terra.

Scoperto prima di entrare in casa, il bandito è stato affrontato dal proprietario Alberto, titolare di un noto bar in paese, che ha provato anche a fotografarlo con il cellulare.

Lui, il ladro respinto dalla reazione del cane di famiglia, ha reagito avvicinandosi con una mossa minacciosa e poi è scappato.

L’immagine, non proprio perfetta per la ritrosia del soggetto a farsi immortalare, è stata consegnata ai carabinieri.

Un episodio a lieto fine in cui Oliver conferma il vecchio adagio del cane come migliore amico dell’uomo.

Il racconto di Federica Sgherri è una testimonianza diretta di una storia a lieto fine.

«È successo tutto intorno alle 10,30 - inizia Federica –. Io ero al primo piano della casa e mio padre di sotto. Ho sentito dei rumori come se qualcuno stesse lavorando a qualcosa. Ho pensato che fosse papà e non ho dato peso a quello che sentito provenire da sotto. È stato Oliver a mettere il dubbio che forse non era dipendeva da mio padre l’origine di quei rumore. Non è tanto l’abbaiare ad aver insospettito, quando l’agitazione. Si vedeva che non era sereno».

Il linguaggio del corpo del cocker era giustificato. Aveva percepito una presenza estranea nella proprietà e lo “diceva” a modo suo all’umana che gli stava accanto.

«Vedendolo così agitato alla fine mi sono affacciata alla finestra – riprende la figlia del proprietario –. E a quel punto, anche se a distanza, ho visto il ladro. Aveva tagliato la recinzione e dopo essere entrato in giardino aveva cercato di forzare la porta. Quello scavicchiare era lui che voleva scardinare l’ingresso. Quando mi ha visto ha cercato di scappare. Mio padre nel frattempo è uscito cercando di scattargli una foto con il cellulare. Allora lui è tornato indietro, quasi per aggredirlo, anche se non lo ha sfiorato. Forse è stato un gesto per impaurirlo. È fuggito a piedi. Era a volto scoperto, probabile straniero dell’Est, sui 40 anni».

Furto sventato e razione doppia di crocchette per Oliver, guardiano affidabile nella casa degli amici umani. —



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