Sicurezza
Giglioli-Altini con Guazzini a fare da arbitro del duello
Molto dipenderà dalle scelte che faranno gli elettori di CambiaMenti Con le elezioni di oggi si decide il futuro anche delle forze politiche minori
SAN MINIATO. E ballottaggio sia, la parola agli elettori. Passate anche le ultime due settimane, sarà il responso delle urne a decidere se questa inedita partita a due turni, mai vissuta a San Miniato, seguirà la tenuta del centrosinistra negli enti locali registrata nel resto del comprensorio o sarà ricordata come “ribaltone”, che in Toscana da tempo non è più un tabù.
Due settimane tranquille, dopotutto, in cui più che le polemiche e colpi di fioretto della prima parte della campagna elettorale hanno ceduto il passo ai big e ai comizi in piazza. Due candidati, Simone Giglioli ed i suoi 7.006 voti (pari al 45,86%) e Michele Altini con i suoi 4.865 (pari al 31,85%) che sanno entrambi benissimo come questo genere di partite non siano mai scontate.
Tante le variabili in gioco: innanzitutto coloro che al primo turno sono andati a votare, quegli oltre 3.406 sanminiatesi (22,29%) che hanno dato fiducia a Manola Guazzini e alle liste del Comitato CambiaMenti; ma anche coloro che potrebbero non andare al secondo. Un calo quasi fisiologico dell’affluenza fra primo e secondo turno che apre un po’ tutti gli scenari, verso l’ignoto, fino alla fine. Partita che deciderà più che in passato anche il destino delle forze politiche minori, quelle liste di appoggio (Forza Italia per Altini, “Riformisti per San Miniato” e “Uniti si può” per Giglioli) il cui destino e la possibilità di avere rappresentanza in consiglio sono più che mai legati al proprio candidato.
E mentre il quadro politico cambia, prendono piede sempre più i volti nuovi, che anche nelle rispettive liste prendono molti più voti dei politici più navigati, basti pensare alle oltre 358 preferenze del giovane Marco Greco nel centrosinistra, avanti a vari consiglieri ed assessori uscenti, o alle 234 conquistate da Maria Beatrice Calvetti nel centrodestra, con deciso stacco su candidati che calcano il consiglio da anni. —
Nilo Di Modica
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