Sicurezza
La storia di Castelfranco raccontata da 500 figuranti
CASTELFRANCO. La benedizione dei barchini di ieri sera ha aperto le “ostilità” fra i popoli di Castelfranco. Le quattro contrade che nel Medioevo si unirono a formare il nuovo castello, sono tornate a dividersi per la 33ª volta lanciando la sfida verso il Palio di domani. Una vigilia che inizia fin dal primo mattino quella di oggi, con le verifiche tecniche in piazza che faranno del centro storico una sorta di officina a cielo aperto. Otto i barchini da controllare, smontare e misurare sotto gli occhi dei giudici (quelli che le contrade utilizzeranno domani per Palio e Palio Rosa), prima di essere spostati e “sigillati” nell’atrio della scuola di piazza Garibaldi.
La vigilia delle contrade, però, sarà assorbita dalle immancabili cene a base di vino e brindisi, ma anche dagli ultimi preparativi per il grande corteggio storico di domattina (dalle 10). Cinquecento figuranti e un itinerario di circa 3 chilometri, dal ponte sull’Arno fino a piazza XX Settembre passando per due volte dalla “croce” medievale del paese. Ogni contrada porterà in sfilata i costumi medievali che richiamano gli antichi borghi e le origini del “castello franco”, ognuna con i propri musici, sbandieratori, dame e coppie in abiti d’epoca.
A seguire la rievocazione del tema scelto, legata a un episodio o a un momento della storia di Castelfranco compreso fra il 1600 e i primi del ‘900, in modo che ogni tema sia storicamente documentato.
Ad aprire il corteo sarà San Martino, campione in carica, che ha scelto quest’anno di ricostruire la vita e l’attività del pittore Antonio Puccinelli, nato nel 1822 a Castelfranco e considerato precursore dei macchiaioli toscani.
I rossoblù di San Bartolomeo, invece, andranno alle origini del cimitero di via Usciana, quando il Comune decise il ampliare il vecchio luogo di sepoltura corrispondente all’attuale Orto di San Matteo. “La Regina Elena a Castelfranco” è invece il tema di San Michele, che proporrà il passaggio della sovrana nel 1932. Infine, San Pietro a Vigesimo riscoprirà le origini del vecchio “asilo delle suore” fondato nel 1632 come istituto di assistenza per bambini. —
G.P.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
