Attenzione
Il duello s’incendia su via Rospicciano
Accuse e veleni incrociati sulla situazione del palazzo il cui costruttore Giambra è stato arrestato nei giorni scorsi
PONSACCO. L’argomento senza dubbio più dibattuto dell’incontro di giovedì sera al cinema teatro Odeon tra i due candidati sindaco, che domani si sfidano al ballottaggio a Ponsacco, è stato l’immobile di via Rospicciano. Una struttura in stato di semi-abbandono, abitata da famiglie di etnia rom, il cui costruttore, Giuseppe Giambra, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza per bancarotta fraudolenta. Giambra usava come un bancomat personale gli appartamenti dell’immobile, sottraendo il provento degli affitti alla società Futura Immobiliare che li aveva realizzati e poi era fallita. . A partire all’attacco è Federico D’Anniballe: «Vogliamo sanare quello che è uno spregio nel cuore del nostro paese. È stato il centrosinistra a fare accordi con l’impresa che poi ha dato esecuzione al progetto, e poi ha governato negli anni successivi senza prendere provvedimenti e senza saper dire di no a comunità che sapevamo tutti che non potevano integrarsi. Risultato: degrado, condizioni igienico-sanitarie al limite dell’epidemia e sicurezza zero nella zona di via Rospicciano. Di sicuro noi apriremo un dialogo col prossimo compratore per la riqualificazione del palazzo».
Il tono del dibattito si alza. Tocca a Francesca Brogi: «Io mi chiedo con quale coraggio D’Anniballe parla della questione di via Rospicciano, lui che ha fatto alleanza con chi ha spalleggiato il costruttore di quel palazzo, producendo esposti contro il Comune che si sono risolti con l’assoluzione nei confronti del Comune in sede processuale. Noi siamo sempre stati dall’altra parte della barricata, ci siamo sempre battuti da soli senza paura. Io stessa sono stata querelata da Giambra per aver difeso, nel 2014, l’onorabilità dell’ente. Noi abbiamo fatto battaglie legali per difendere i ponsacchini. Abbiamo chiesto all’imprenditore che restituisse i soldi per le tasse non pagate, abbiamo chiesto il risarcimento danni, promosso un’interrogazione parlamentare, ci siamo opposti all’arrivo delle prime famiglie rom dai comune di Pisa e Cascina. La differenza tra noi e voi è che io non ho mai paura di battermi, anche contro il mio partito, per difendere gli interessi della gente, D’Anniballe invece ha dimostrato sudditanza rispetto alla Lega di Cascina. Con che coraggio Susanna Ceccardi è venuta nel nostro comune?».
D’Anniballe replica subito: «Il programma l’ho redatto passando nottate nel mio ufficio e chi è con me ha la fedina penale pulita. Sulla comunità che è arrivata nel palazzo di via Rospicciano, Brogi non ci venga a dire che non sapeva niente. Si è detto che quelle persone lavoravano, ma si sapeva che era tutto falso. È stato creato un ghetto. Io non ho mai parlato col costruttore, mentre in Comune gli si stendeva il tappeto rosso».
Chiude Brogi: «Nonostante tutto, D’Anniballe non prende le distanze da Giambra. Il suo arresto apre una nuova fase, perché al termine della procedura fallimentare potremo dare nuova vita al palazzo e inserire lì dentro alcune fuzioni pubbliche». —T.S.
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