Gioco
Brogi: «Attenti a chi improvvisa» D’Anniballe: «No al voto-abitudine»
Accesissimo confronto tra i candidati a sindaco di Ponsacco davanti ad una platea record riunita al teatro Odeon
PONSACCO. «Siamo una squadra di persone competenti e conosciute, il nostro Comune non può perdere tempo e affidarsi a chi si presenta in maniera improvvisata solo a pochi mesi dalle elezioni. Abbiamo progetti ambiziosi da completare. Domenica (domani per chi legge, ndr) si sceglie il sindaco, ma è anche un modo di fare politica. Il nostro non si basa sugli attacchi personali, ma sul confronto e sulle idee. Fate una croce sul mio nome, andiamo avanti insieme per Ponsacco». . Dall’altra parte: «Sarò davvero il sindaco di tutti. Sono una persona pacata, mi piace ascoltare, per cui se mi date la possibilità non ve ne pentirete sicuramente. Molti di voi votano per equilibrio e abitudine. Ma l’equilibrio in cui credete vi costa un paese che non è sicuro, che ha zone di alto degrado e inciviltà, un centro abbandonato, un paese in cui gli edifici scolastici sono in emergenza. Io sono il cambiamento. Avete la possibilità di scrivere un pezzo di storia di Ponsacco».
Si conclude così il dibattito pubblico organizzato da Il Tirreno, in collaborazione con Confesercenti, al cinema teatro Odeon, tra i due candidati sindaco che si sfidano domani al ballottaggio.
Il primo appello è quello di Francesca Brogi, sindaca uscente di centrosinistra. L’altro, invece, arriva da Federico D’Anniballe, avvocato leghista. Brogi al primo turno ha ottenuto il 46,72% dei voti, D’Anniballe il 36,47%. Giovedì, di fronte a 500 cittadini, i due hanno avuto la possibilità di confrontarsi e illustrare i punti principali dei programmi.
Tre i cavalli di battaglia di Francesca Brogi: «Sviluppo economico e lavoro, che coltiveremo attraverso l’approvazione del piano strutturale che faremo entro il 2019. La realizzazione di opere strategiche, come la cittadella dello sport e il polo socio sanitario, che avranno ricadute importanti sull’indotto economico del territorio». Brogi parla anche di un piano per il riutilizzo degli immobili dismessi e dello studio di nuovi servizi per il trasporto degli anziani, oltre a illustrare gli investimenti fatti dal Comune nel settore scolastico.
Sicurezza, commercio ed edilizia scolastica, invece, sono i tre “assi” che cala sul tavolo del confronto D’Anniballe per descrivere la sua Ponsacco del futuro: «Vogliamo intervenire sulla sicurezza, aumentando l’organico e gli orari di lavoro della polizia municipale, istituiremo la vigilanza notturna grazie alla partnership con istituti privati di vigilanza e poi realizzeremo un sistema di videosorveglianza centrata, così da monitorare il territorio 24 ore su 24. Ponsacco no Bronx, supporto a commercio e attività produttive, dare incentivi alle attività commerciali attraverso degli sgravi fiscali». Il candidato della Lega punta anche sul sostegno alle attività commerciali, sul restyling delle piazze e sulla creazione di un polo scolastico unitario. Il dibattito si accende quando si parla di accoglienza. D’Anniballe è chiaro: «Il concetto di accoglienza è subordinato a quello del rispetto delle regole. Sono tanti i diritti da garantire a chi arriva nel nostro paese da altre nazioni, ma sono tanti anche i doveri da rispettare. Chi vuole integrarsi deve pagare le tasse comunali, mandare i figli a scuola e rispettare il metodo di raccolta dei rifiuti. Dove non vediamo volontà di integrazione, per noi non ci sarà mai inclusione».
Interviene Brogi: «Un sindaco ha il dovere di tenere la comunità unita. Se penso all’accoglienza penso alla tifoseria del Ponsacco, dove cittadini di diverse nazionalità tifano uniti i soliti colori. Abbiamo fatto numerosi progetti coi richiedenti asilo, che hanno lavorato per la comunità dimostrando voglia di integrarsi».
Il ballottaggio è vicino, e sia Brogi che D’Anniballe hanno bisogno di voti per vincere. Come stanno lavorando per trovarli? «Parlando ai cittadini e spiegando loro quello che abbiamo fatto. Siamo sicuri e convinti che sulla base della nostra proposta si possa creare un consenso più largo e trasversale di quello della prima tornata», dice Brogi. Anche la ricetta di D’Anniballe si fonda sul contatto con la gente: «Siamo per le strade, tra la gente, ascoltiamo le persone, facciamo incontri con i nostri sostenitori». —Tommaso Silvi
(ha collaborato
Elena Iacoponi)
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