Il Tirreno

Pontedera

speranza e solidarietà 

Imprenditore dà lavoro ai giovani fuggiti dalla guerra

Tommaso Silvi
Imprenditore dà lavoro ai giovani fuggiti dalla guerra

Sonny Richichi, a capo dell’Italian Horse Protection, dopo Segun e Francis ora ha fatto un contratto anche a Benjamin: «Lo vorrei tenere qui per sempre»

2 MINUTI DI LETTURA





VOLTERRA. Segun, Francis e Benjamin. Scappati dalla violenza e dal terrore. Rinati nel verde della Toscana. Oggi hanno un lavoro e una speranza concreta di poter restare in Italia per il resto della loro vita.  La loro ancora di salvezza si chiama Sonny Richichi. Il loro paradiso, invece, è la distesa di verde a cavallo tra le province di Pisa, Siena e Firenze. Richichi è il presidente della Italian Horse Protection, una onlus che opera sul territorio nazionale per la tutela dei cavalli e degli altri equidi. Inoltre gestisce il primo - e attualmente unico - centro di recupero in Italia per equidi sottoposti a maltrattamenti e sequestrati. Dal gennaio scorso si trova a Tignano, a qualche chilometro di distanza dal centro abitato di Volterra. Prima era nella campagna di Montaione. All’inizio della settimana Sonny ha salutato Francis, un ragazzone proveniente dal Camerun che con lui ha trovato un lavoro e un buon motivo per sorridere, dopo una vita fatta di maltrattamenti in Libia e di un viaggio estenuante nelle acque del Mediterraneo.

Sonny lo ha assunto, ma Francis nel frattempo ha avuto un’irrinunciabile offerta di lavoro da un’azienda agricola di Montaione. «Era con noi quando dal Camerun gli hanno comunicato che sua madre era scomparsa: di lei si sono perse le tracce ormai da mesi. Ed era con noi anche quando abbiamo avuto la tragedia dei cavalli morti improvvisamente. Spesso mi sono immedesimato in lui, cercando di immaginare la sua sofferenza e la voglia di riscatto», racconta Sonny, che dopo aver salutato Francis, e in precedenza aver prima fatto lavorare e poi aiutato a entrare con un contratto a tempo indeterminato in un’azienda agricola Segun, giovane nigeriano ribattezzato Vito, ora sta ospitando nella fattoria di Tignano Benjamin, giovanissimo pieno di forza di volontà arrivato dal Burkina Faso. Benjamin lavora alla Italian Horse Protection dal settembre del 2018. E Sonny non vuole farselo scappare. «Intanto ha un contratto a tempo determinato, in attesa che gli venga riconosciuto il permesso di soggiorno», spiega. Di lavoro da fare a Tignano ce n’è parecchio. Gli animali da accudire, la struttura da mantenere perfettamente in funzione. E Benjamin sta dimostrando di saperci fare con la vita di campagna. Tanto che Sonny è pronto a offrirgli «un contratto a tempo indeterminato, per farlo restare con lui e farlo diventare a tutti gli effetti uno della nostra famiglia. Speriamo che la parte burocratica si risolva presto. Benjamin, come Francis e Segun, si merita una speranza di vita. Un futuro migliore – conclude Sonny Richichi – del passato atroce che ha vissuto».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Prato, il questore chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite (con ferito)

di Redazione Prato