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Pontedera

Giglioli punta a compattare la sinistra, Altini fa leva sulla sua indipendenza

di Andreas Quirici
Giglioli punta a compattare la sinistra, Altini fa leva sulla sua indipendenza

Acceso confronto tra i candidati in vista della sfida decisiva di domenica da cui salterà fuori il nuovo sindaco

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SAN MINIATO. Il candidato del centrosinistra, Simone Giglioli, arriva con un buon anticipo rispetto all’orario di convocazione del confronto tra aspiranti sindaci, organizzato a Villa Sonnino da Il Tirreno in partnership con Confesercenti. Il suo sfidante, Michele Altini del centrodestra, si fa attendere un po’ di più, anche se era a cena al piano superiore del resort. Il primo impiega tutti e tre i minuti a disposizione dei protagonisti quando risponde alle domande del capo della redazione di PisaPontedera de Il Tirreno Cristiano Marcacci e di Simone Romoli, responsabile area pisana dell’associazione dei commercianti. Il secondo, invece, termina quasi sempre i suoi interventi nell’arco di due minuti. Differenze tra candidati che si sfidano per la poltrona più importante dell’amministrazione comunale. Domenica l’atto finale, ma l’altra sera si è vissuto un momento molto importante di questa lunga corsa per il governo dei prossimi cinque anni.. Giglioli cita spesso il vicepremier e “capitano leghista” Matteo Salvini per attaccare il rivale. Come durante l’appello finale al voto. «Dall’altra parte non c’è Michele Altini, bensì Salvini, perché in caso di vittoria del centrodestra, la maggioranza avrà nove esponenti leghisti su dieci. Non disperdiamo i valori del centrosinistra e mi rivolgo anche agli elettori di CambiaMenti». L’obiettivo è far pendere la bilancia dalla sua parte sfruttando anche i voti della lista civica rimasta fuori dal ballottaggio col 22% delle preferenze.

Altini non si rivolge direttamente all’elettorato di Manola Guazzini, seduta in sala tra il pubblico, ma punta su se stesso: «Ci hanno chiamati seminatori d’odio. Ma vi sfido a trovare nel nostro programma elementi che vi facciano pensare a questo. Noi siamo gente seria, preparata e indipendente. Votate per le persone e le loro idee. Mi appello a chi aspetta il cambiamento da 74 anni».

Il candidato del centrodestra appare sicuro della propria proposta anche quando attacca chi ha amministrato San Miniato in questi anni, quando si parla di concerie. Giglioli cita la capacità di attrarre investimenti dopo l’arrivo di alcune aziende conciarie dal Veneto. Altini fa presente che «alcune di queste ditte si sono insediate a Santa Croce dove ci sono le infrastrutture che mancano a San Miniato». Ma Giglioli incalza: «Ci sono stati insediamenti anche a San Miniato, una conceria con capitali statunitensi e una arrivata direttamente da Arzignano».

Il confronto scorre tra obiettivi e propositi. Si parla di sicurezza e accoglienza di stranieri. «San Miniato ha sempre saputo accogliere chiunque – dice Giglioli – dai lavoratori di altre regioni a quelli di Paesi stranieri. Su questi argomenti si è fatto allarme sociale ingiustificato». Altini parla di «accoglienza programmata» e di «inclusione degli stranieri nella società senza creare ghetti, ma inserendoli a livello lavorativo e sociale. Altrimenti vengono inglobati nella malavita».

Sul commercio Michele Altini attacca: «Il Comune non investe abbastanza per sostenere il commercio, in special modo sotto l’aspetto delle manifestazioni». Simone Giglioli risponde che «dobbiamo continuare a contribuire ai Centri commerciali naturali, ovviamente con un occhio al bilancio. Credo che dovremo individuare forme di sostegno come sconti sulla Tari per chi è iscritto al Centro commerciale naturale». E sulla viabilità l’esponente del centrosinistra parla di «piano per la messa in sicurezza della rete viaria», ma anche di «un master plan per collegare la pista ciclabile dell’Arno con altri percorsi ciclopedonali tra il capoluogo e le frazioni». Il suo sfidante replica criticando le condizioni delle strade e sottolineando la necessità di effettuare «tantissimi lavori per la sicurezza di automobilisti e pedoni».

Ma è sulle priorità che i due sembrano parlare lingue diverse. Giglioli parla di «frazioni, periferie, scuole, viabilità e turismo». Altini cita «case popolari, famiglie con parenti disabili, anziani e giovani». —

Andreas Quirici

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