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Una festa a sorpresa con amore e solidarietà: «Niente regali, soldi alla Pubblica Assistenza»

Marco Sabia
Una festa a sorpresa con amore e solidarietà: «Niente regali, soldi alla Pubblica Assistenza»

L’iniziativa del santacrocese Tommaso Roviezzo per il 60° compleanno della moglie Anna: «Un bel momento per tutti» 

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Festa a sorpresa alla moglie – che spegneva 60 candeline – e regalo molto particolare, “a servizio di tutti”. Tommaso Roviezzo, santacrocese, sposato da 42 anni con la moglie Anna Di Benedetto, di Fucecchio – in occasione del 60° compleanno della consorte ha deciso, senza dirle nulla, di farle una cena a sorpresa. Dove i circa 50 presenti hanno potuto fare un’offerta, che Tommaso ha poi devoluto alla Pubblica Assistenza di Santa Croce sull’Arno, di cui è socio da decenni.

Un dono che la Pubblica locale impiegherà per le proprie attività, che sono molteplici e che necessitano sempre di fondi, che sia per comprare attrezzature o dispositivi vari. Si tratta di un dono arrivato da chi – come Roviezzo – dona il sangue da oltre 30 anni, per cui conosce bene il valore di un gesto del genere, che va a dare una mano a persone sconosciute. Alcune centinaia di euro a favore della collettività, insomma. Ma non è tanto l’importo a fare la differenza, quanto il gesto. La Pubblica Assistenza ha voluto pubblicamente ringraziare Roviezzo ed è lo stesso protagonista – insieme alla moglie – a raccontare con semplicità cosa ha fatto e perché: «Non siamo persone ricche – spiega – ma abbiamo sempre dato una mano quando c’era bisogno. Quest’anno, in occasione del sessantesimo compleanno di mia moglie, le ho fatto una sorpresa. Lei pensava che sarebbe stata una cena per pochi intimi, invece si è trovata davanti 50 persone e si è commossa. Poi io ho pensato di prendere una scatolina e utilizzarla come “salvadanaio”, dove la gente poteva lasciare un contributo, che avrei in seguito dato in beneficenza. Non volevo che i presenti sentissero il peso di dover fare un regalo piuttosto che un altro, per questo ho pensato alla scatolina. Poi nei giorni successivi l’ho portata alla Pubblica e l’abbiamo aperta insieme. È stato un bel momento per tutti».

Roviezzo racconta questa vicenda con la tipica semplicità delle persone umili, che si sono fatte da sole col sudore e la fatica. Roviezzo è nato in Brasile da una famiglia del Sud Italia: oggi è in pensione e prima faceva l’operaio e ha conosciuto la moglie all’età di 16 anni (lei ne aveva 12), poi pochi anni hanno coronato il loro sogno d’amore sposandosi a Santa Croce. La loro storia è tipica del Comprensorio del Cuoio: una vita trascorsa praticamente in simbiosi, da quando erano poco più che adolescenti ad oggi che si godono la terza età.

E alcuni giorni fa – era il 28 maggio – Roviezzo ha voluto fare questa sorpresa alla moglie Anna, in occasione di una ricorrenza speciale e facendo così un regalo a tutti i santacrocesi (e non solo). Perché quelle somme serviranno per aiutare una realtà che fa del sociale e del volontariato le proprie ragioni d’esistere. Un’associazione con 1650 soci e con 2 sedi operative distaccate (oltre a quella principale nel capoluogo): a Staffoli e a Ponte a Egola. È la seconda volta che quest’anno qualcuno fa un regalo del genere alla Pubblica: pochi mesi fa 2 fratelli hanno donato un dispositivo salvavita come il defibrillatore Dae (quello semiautomatico) in occasione del proprio compleanno. Gesti non frequenti ma che però, per fortuna, avvengono. E che dimostrano come con poco si possa fare tanto. 

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