Il Tirreno

Pontedera

«Tutte le contrade hanno la possibilità di puntare alla vittoria»

Giacomo Pelfer
«Tutte le contrade hanno la possibilità di puntare alla vittoria»

Tiziano Salvadori di San Martino in Catiana predica prudenza «Non sarà una corsa a due tra il nostro equipaggio e San Bartolomeo» 

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campioni uscenti

La parola d’ordine in casa verdearancio è confermarsi. Dimostrare di essere tornati, anche con una nuova generazione di barcaioli, tenendo fede alla tradizione di una contrada che negli ultimi 15 anni ha portato a casa 8 palii (per un totale di 10 sigilli dall’87 ad oggi), compreso quello straordinario del 2011. Eppure, a distanza di 12 mesi dalla bella vittoria dello scorso anno con Samuele Campinotti e Daniele Quarta, il presidente di San Martino in Catiana Tiziano Salvadori predica prudenza e diplomazia, assicurando che mai come stavolta non c’è niente di scontato. «Sono tutti competitivi – dice – vedo quattro contrade che si giocheranno il proprio 25 per cento di possibilità».

Da 15 anni alla guida di San Martino, nonché unico dei quattro presidenti con un passato da rematore, Salvadori è convinto che il palio 2019 non sarà una corsa a due con San Bartolomeo, come capitato spesso nelle ultime edizioni: «Basta rivedere la gara dello scorso anno – dice – San Pietro e San Michele sono rimaste indietro solo perché si sono agganciate alla prima curva, altrimenti eravamo tutti lì. Con il regolamento varato tre anni fa le differenze si sono livellate». Le nuove regole, del resto, hanno fissato un limite alla corsa verso il potenziamento meccanico dei barchini, nel quale San Martino (e Salvadori su tutti) aveva fatto scuola, facilitando e migliorando almeno in parte il “lavoro” dei barcaioli. «Adesso conta di nuovo il rematore, almeno per l’80%», afferma il presidente e allenatore verdearancio, che negli ultimi anni ha dovuto gestire il ricambio della squadra barchini.

Dopo l’uscita di scena dei rematori nati negli anni ’80 (su tutti Antonio Storti con ben 7 palii vinti, oggi nello staff della squadra) San Martino sa di aver trovato un nuovo gruppo di ragazzi in gamba. Su tutti la coppia Campinotti-Quarta, vincitrice del 2018, che a meno di sorprese sarà di nuovo sulla griglia di partenza del Palio, nonostante il presidente Salvadori non tradisca la consueta pretattica: «Non sappiamo chi correrà – risponde – è tutto da vedere perché sono tutti veloci».

Nella squadra verderancio, infatti, ci sono anche Roberto Giannattasio e Francesco Nannei (che insieme hanno già corso il Mini Palio dello scorso anno), Francesco Altini e il veterano Jacopo Mirarchi, insieme all’esordiente Luca Rastrelli. Nel Palio Rosa, invece, la contrada verdearancio potrà scegliere tra le diciottenni Giorgia Toschi e Claudia Domi e l’esordiente Benedetta Cavallini. Nella sede di via De Gasperi, intanto, l’aria che si respira in questi giorni è quella «di un gruppo unito e sereno – afferma Salvadori – Un gruppo che ha saputo riorganizzarsi grazie soprattutto ai più giovani».

Non a caso, a chi rimprovera ai verdearancio di preoccuparsi soltanto dei barchini, il quartiere meridionale di Castelfranco ha voluto rispondere quest’anno con una sfilata storica che promette spettacolo. Una sfilata dedicata all’artista castelfranchese Antonio Puccinelli (detto “il Castelfranco”), considerato tra i massimi esponenti dell’arte italiana dell’800 nonché precursore dei Macchiaioli.

«La riorganizzazione – riprende Salvadori – ha permesso di formare un gruppo che si occupa in modo specifico della sfilata, senza nulla togliere agli altri settori di contrada. La scelta di raccontare la vita del Puccinelli ha impegnato i nostri contradaioli in una ricerca certosina, andando a ricreare dettagli e particolari che spero non sfuggano alla giuria». —

Giacomo Pelfer

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di Redazione web