Sicurezza
«La società è inattiva ma continua a costare»
Il vicesindaco di Cascina Dario Rollo torna alla carica contro il Cda della spa e la prevista modifica allo statuto
CASCINA. Il Cda di RetiAmbiente spa, società inattiva dal 2011 ma che viene accusata di aver “consumato” risorse pubbliche in tutti questi anni, continua a presentare nelle assemblee dei soci «ai rappresentanti dei 103 comuni soci delle province di Massa, Lucca, Pisa e Livorno, delibere impugnabili per illegittimità».
La denuncia arriva dal vicesindaco di Cascina, Dario Rollo. L’ultimo caso risale allo scorso 9 maggio, quando il presidente Daniele Fortini, legale rappresentante di RetiAmbiente, ha convocato l’assemblea straordinaria per approvare le modifiche dello statuto della società. Modifiche sostanziali tanto da aver cambiato l’articolo 1 riguardante la costituzione della società stessa trasformandola in una holding operativa e modificato numerosi altri punti sul funzionamento societario (organi sociali e controllo analogo). «In assemblea – dice Rollo – è stata riproposta la modalità di gestione da parte dell’attuale Cda come già avvenuto alla vigilia di importanti tornate elettorali».
Il no di Cascina
«Nonostante l’intervento di Cascina durante l’assemblea – continua Rollo – che ha ribadito la necessità, prima del voto in quella sede, di far deliberare i rispettivi consigli comunali dei vari comuni soci e far esprimere i consiglieri, con il silenzio assoluto dei sindaci Pd , l’assemblea con appena il 56% ha deliberato le modifiche statutarie».
Il vicesindaco Rollo, rappresentante per il Comune di Cascina, in quell’occasione ha ribadito che gli atti di indirizzo approvati dai soci nell’assemblea precedente prevedevano il passaggio nei rispettivi consigli comunali. Ma per il presidente Fortini «vari professionisti hanno dato parere positivo circa la possibilità di deliberare senza il preventivo “passaggio” in consiglio comunale. Affermazioni che hanno sorpreso – aggiunge Rollo – visto che alcuni professionisti nell’assemblea dei soci del mese precedente affermavano esattamente il contrario e cioè la necessità delle deliberazioni consiliari».
Il precedente
Già nel 2018, «un “manipolo” di sindaci Pd modificò lo statuto per permettere la nomina di cinque consiglieri nel Cda a ridosso della tornata elettorale a Pisa e Massa (e sulla cui nomina vi sono numerosi procedimenti giudiziari). Tale “passaggio” non era dovuto, a differenza invece di quest’ultima volta», aggiunge Rollo.
Manca il controllo
Quello che sta succedendo in RetiAmbiente «ha dell’incredibile e mi meraviglio come mai gli organi di controllo tacciono. Questa è l’ultima di una lunga serie di azioni da parte di un presidente che non nutre la fiducia di molti comuni soci e che “colleziona” incarichi in diverse società pubbliche». Rollo ricorda la sostituzione del management di Sea Ambiente spa, società pienamente controllata da RetiAmbiente, nominando a capo della società controllata l’avvocato Miracolo, consigliere di RetiAmbiente e destinatario di delibera Anac del 2018 per inconferibilità dell’incarico. Data l’importanza del servizio ai cittadini, «è obbligo per un rappresentante pubblico controllare la gestione delle società nel settore dei rifiuti. Queste operazioni discutibili avvengono col sostegno e l’appoggio di diversi sindaci Pd e della sinistra regionale», conclude Rollo. —
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