Il Tirreno

Pontedera

«Essere la “nonna” pesa Dobbiamo fare la gara soprattutto su noi stessi»

G.P.
«Essere la “nonna” pesa Dobbiamo fare la gara soprattutto su noi stessi»

San Michele in Caprugnana non vince il palio dal lontano 2004 Giovanni Papa: i ragazzi sentono addosso le aspettative 

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nobile decaduta

La consolazione di essere comunque la contrada più vittoriosa non esiste più. Cancellata un anno fa dal successo di San Martino che ha agganciato il record delle 10 vittorie. Da allora San Michele in Caprugnana è ancora di più la contrada “nonna” del Palio dei Barchini: 10 trionfi e un passato da dominatori, ma relegati ai ricordi e alle foto di un Palio d’altri tempi. L’ultimo urlo di gioia in casa giallonera risale al maggio del 2004. Da allora sono già passati 15 anni e il popolo di San Michele sente più che mai il bisogno di scrollarsi di dosso l’odiata cuffia. Ma per farlo bisognerà rompere l’incantesimo di piazza Garibaldi. «Essere la “nonna” ci pesa. E tanto – ammette il presidente giallonero Giovanni Papa – specie nella testa dei ragazzi che montano sul barchino e sentono addosso il peso e le aspettative di tutta la contrada».

Eppure, rispetto a qualche anno fa, il popolo di Caprugnana sa di non essere più troppo indietro dagli avversari. «Arrivati a questi punti la gara dobbiamo farla su noi stessi – dice Papa – Sappiamo di essere migliorati, vedremo se il gap è stato solo ridotto o annullato». A differenza di un anno fa, del resto, i gialloneri possono concedersi il lusso di scegliere, grazie ad un gruppo barcaioli che conta 7 uomini e 3 donne. Agli ordini dell’allenatore Angelo Loia e dei meccanici Frederic Carfagno e Andrea Barillà, sono tornati dopo un anno di pausa Roberto Bizzozzero e Matteo Francalanci, l’unica delle recenti coppie di San Michele ad aver sfiorato l’impresa, nel 2017, con due giri e mezzo in testa prima del tracollo contro il muro di villa Duranti. Bizzozzero e Francalanci sono quindi i primi candidati per la griglia di partenza del Palio, ma nelle file dei gialloneri ci sono anche gli intramontabili Alessandro Trivella e Alessio Gragnoli, vere e proprio leggende del barchino (insieme hanno vinto nei lontani ’95 e ’97) che lo scorso anno sono tornati in pista chiudendo al terzo posto.

A completare la squadra maschile ci sono poi Johnny Di Maria e Andrea Pescini (reduci dal Mini Palio 2018) e Gioele Luciani. Nella corsa al femminile, invece, è certa la riconferma della “davantista” Sara Masoni, che lo scorso anno riuscì a chiudere la gara al secondo posto pur correndo da sola. Stavolta salirà con lei una tra Serena Marinai ed Eleonora Demi. «Finalmente abbiamo una squadra più assortita – dice il presidente Papa – con la possibilità di essere competitivi fin dalle qualifiche. Rispetto agli ultimi anni i ragazzi hanno più esperienza e si sono allenati con più continuità».

Ad ogni modo, anche se la gioia del Palio manca da 15 anni, il quartiere giallonero è l’unico ad essersi costruito un nome e una fama in giro per l’Italia, grazie al proprio gruppo sbandieratori e musici che da anni partecipa con successo ai campionati A2 della Fisb (la Federazione italiana sbandieratori). Dal mondo della bandiera arriva del resto anche il presidente Papa, che lo scorso weekend era in Piemonte con la contrada per una competizione, in attesa della finale nazionale in programma a luglio a Ferrara. «Siamo la dimostrazione che vincere o perdere il Palio non conta niente – dice – perché la vita di contrada è un’altra cosa».

Con lo stesso impegno, del resto, i gialloneri porteranno in scena anche la sfilata, dedicata quest’anno al passaggio da Castelfranco della regina Elena nel 1932. «A prescindere dai premi cerchiamo di dare sempre il massimo nella sfilata storica. Quella di quest’anno – conclude Giovanni Papa – sarà per noi un po’ diversa dal solito». —

G.P.

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