Sicurezza
Eventi, sicurezza, accoglienza, imprese: Franconi e Bagnoli distanti su tutto
Alle urne per scegliere tra due visioni opposte della stessa città. Quello di domenica sarà un voto “storico” non solo perché è un ballottaggio
Occhiali, completo blu, camicia bianca, scarpe comode. E, certo, il nome. Ma le cose in comune tra i due Matteo della sfida “storica” - al ballottaggio per la prima volta - di Pontedera finiscono qui. E il rumoreggiare della platea è la prova più significativa che domenica gli elettori alle urne si troveranno a scegliere tra due persone e due mondi profondamente diversi.
Matteo Franconi, centrosinistra, e Matteo Bagnoli, centrodestra, si fronteggiano a viso aperto nella sala grande del Teatro Era messa a disposizione in tutta fretta per contenere la quantità eccezionale di persone venute ad assistere al confronto tra i due candidati per la poltrona di sindaco organizzato dal Tirreno - presente con il direttore Fabrizio Brancoli e il capoarea Cristiano Marcacci - in partnership con Confesercenti Toscana Nord, rappresentata da Simone Romoli e Luca Sardelli. «È la dimostrazione che qualcosa di buono abbiamo fatto se abbiamo portato qui tutta questa gente», suggerisce Bagnoli all’avversario con fare accondiscendente. Ma il fair play per lui finisce qui. «Se siete stufi di questi 70 anni, di un assessore che ha lasciato le strade piene di buche e non ha fatto il suo lavoro di amministratore sapete cosa fare» afferma nel suo appello al voto finale. Un attacco frontale lontano dallo stile Franconi che parlando dell’avversario distingue l’uomo dalle idee quando gli viene chiesto di elencarne pregi e difetti: «Non critico la persona, ma gli ideali che rappresenta» dice. Per poi chiedere ai pontederesi un voto «perché la città possa guardare a giovani e anziani, possa essere un ponte verso il futuro, verso l’Europa, con la consapevolezza della propria storia».
Stile contrapposti, specchio, come detto, di una rappresentazione differente della città, di oggi e di domani. Come dimostra il dibattito sulla sicurezza. «Il Comune può fare la sua parte - argomenta Franconi che annuncia - Più vigili urbani con una nuova sede alla stazione». «Il sindaco può fare molto? Bene, e in questi dieci anni dove siete stati? Complimenti, ora avete trovato le soluzioni - incalza Bagnoli rivolgendosi a Franconi, poi si volta verso la platea - Lo dico chiaramente: volete votare l’originale o la brutta copia?». E ancora sul tema dell’accoglienza. «Parlare di accoglienza vuol dire parlare della storia di Pontedera - dice Franconi che richiama alla necessità che sia data pari dignità «a diritti e doveri per una comunità coesa che non lasci nessuno indietro» richiamando il governo a dare ai sindaci gli strumenti necessari per operare. «È la prima volta che sento parlare di doveri alla pari dei diritti - replica Bagnoli - . Noi abbiamo una visione chiara dell’accoglienza: le persone che vengono qua rispettino i doveri. Voi con tante belle parole avete creato una situazione di disagio, ghetti e problemi alle persone per bene».
Inevitabile un riferimento alla Piaggio. «Chiederò tavolo di incontro con l’azienda - afferma Bagnoli - e per la prima volta parleranno con persone che vengono dal mondo dell’impresa. Non andremo a stringere le mani per le delocalizzazioni in Vietnam ma cercheremo di incentivare Piaggio a stare a Pontedera e a fare qualità». «Una volta all’anno convocheremo gli stati generali del lavoro a Pontedera - rilancia Franconi - per fare il punto della situazione su dove andiamo e dove vogliamo andare. Ma c’è la necessità di governo che investa su lavoro. Per parte nostra lavoreremo al fianco delle nostre aziende e faremo sinergia con le scuole per avviare indirizzi di formazione mirati per i nostri giovani». Sollecitati da Confesercenti i candidati si sono confrontati anche sul tema degli eventi. «Se saremo chiamati a governare martedì mattina subito intorno a un tavolo per organizzare le iniziative. Abbiamo in mente uno strumento, “Pontedera eventi”, un tavolo di lavoro dove amministrazione e associazioni lavorino insieme perché la città sia sempre viva» propone Franconi, «Non serve un nuovo ente - replica Bagnoli - C’è già la Fondazione per la cultura che deve essere ristrutturata e diventare la Fondazione cultura e eventi». —
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