Sulle ambulanze di quattro Comuni anche gli infermieri
Cerimonia a Bientina per dare il via al servizio che coinvolge le associazioni di volontariato anche di Calcinaia, Santa Maria a Monte e Buti
BIENTINA. Infermieri e soccorritori del 118 debuttano, in via sperimentale per sei mesi, sulle ambulanze dei centri di Bientina, Calcinaia, Santa Maria a Monte e Buti. Tecnicamente si chiamano ambulanze “India”. E sono realtà presenti sul territorio nazionale, in diverse regioni, da molti anni. Svolgono egregiamente il loro compito: forniscono soccorso avanzato nel sostegno delle funzioni vitali (Bls) attraverso l’esecuzione di manovre salvavita e la somministrazione di farmaci in base a protocolli definiti dalla Centrale Operativa 118.
Per la provincia di Pisa si tratta di una novità, un servizio in più sul territorio e per i cittadini, come è stato spiegato nel corso della cerimonia che ha dato il via al servizio, proprio nel giorno in cui a Bientina si è svolta la festa della pace e la piazza principale della cittadina era “tirata a lucido”. A fare gli onori di casa il sindaco di Bientina, Dario Carmassi, insieme ai primi cittadini di Santa Maria a Monte, Ilaria Parrella e di Calcinaia Cristiano Alderigi, alla sua prima uscita in veste da sindaco, il vicesindaco di Buti, Maurizio Matteoli, e la parlamentare del Pd, Lucia Ciampi, oltre al dottor Paolo Tognarelli del 118, al presidente provinciale delle Misericordie Pisane Maurizio Novi e quello delle Pubbliche Assistenze, Graziano Pacini. Ma soprattutto era presente un mini esercito di volontari e di rappresentanti delle associazione del territorio. Tutti insieme, senza divisioni e colori a seconda dell’appartenenza a questa a all’altra associazione (nel progetto è coinvolta anche la Croce Rossa italiana).
Da ora in poi sulle ambulanze di questi comuni, a turnazione in servizio stand by di emergenza, sarà presente un infermiere del servizio emergenza territoriale. Ognuno opererà sulla base di protocolli specifici e secondo quelle che sono le proprie competenze. Il nuovo servizio, integra la risposta di più professionalità del servizio emergenza 118. «L’infermiere insieme all’equipaggio, composto da volontari, garantirà anche costantemente nella fascia diurna un pronto impiego in caso di trasferimenti di pazienti critici dall’ospedale di Pontedera verso presidi più specializzati per specifiche patologie», ha spiegato Novi, ricordando lo sforzo che sostengono le associazioni in un periodo in cui non sempre è facile trovare volontari che assicurino un certo ricambio generazionale. «Non è stato facile mettere insieme nel turno tre persone, dalle 8 alle 20.
La abbiamo fatto perché ci crediamo, sarà anche un’occasione di crescita per i nostri soccorritori», ha concluso ricordando Marco Bagnoli, infermiere del 118 morto a 44 anni e che era stato tra i primi a credere in questo progetto. «Mi dicevano proprio in questi giorni che il 40% degli anziani con più di 70 anni sono soli, il nuovo servizio andrà incontro anche a queste esigenze», ha aggiunto il sindaco di Calcinaia. Tognarelli, in rappresentanza dell’Asl Toscana Nord Ovest, ha finito un dato. «Come 118 riusciamo a fare ripartire il cuore nel 30% degli arresti cardiaci. Numeri importanti, se si pensa che nelle città cardioprotette, dove c’è una diffusa rete di defibrillatori, la percentuale è del 33-34% per cento. Questo nuovo sistema aiuterà ulteriormente».
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