Sarà a porte chiuse la recita dei bambini per la fine dell’anno Proteste dei genitori
Il dubbio: farla di mattina senza le famiglie o al pomeriggio La preside: «Maestre indisponibili in orario extra scolastico»
SANTA MARIA A MONTE. Tutti a scuola, recitano i bimbi... ma niente genitori. È questo lo strano caso che in questi giorni agita le acque e i gruppi whatsapp di mamme e babbi nel comune, dove per un insieme di cavilli burocratici e indisponibilità degli insegnanti, gli alunni delle elementari nei prossimi giorni faranno la recita di fine anno senza dare spettacolo di fronte ai genitori. «La questione tocca in particolar modo Ponticelli – raccontano alcuni dei genitori – dove il problema è nato a causa dell’orario in cui far fare la recita ai nostri figli».
All’inizio la questione sembrava essere legata ad un problema di sicurezza e responsabilità, dovuta alla necessità, nel caso che le recite previste per il 4 e 6 giugno si fossero svolte in orario scolastico, di far entrare i genitori nello stabile. «In realtà la questione è più burocratica – precisa la dirigente Sandra Fornai – L’orario scolastico non è fatto per le feste o per la ricreazione, è fatto per la scuola. Ho fatto sapere però che se ci fosse stata la disponibilità di tutti a tenere le recite in orario extrascolastico, a mio rischio e sotto la mia responsabilità, avrei messo a disposizione le scuole».
E qui nasce l’inghippo. «Sul fronte della sicurezza e della responsabilità legata alla nostra presenza dentro l’edificio avevamo dato rassicurazioni ed eravamo pronti a firmare tutto ciò che fosse stato necessario, ma gran parte delle insegnanti si sono rifiutate, perché avrebbero dovuto supervisionare alle recite fuori dall’orario di lavoro – lamentano i genitori – Quindi alla fine dei giochi i bimbi faranno le recite in orario scolastico, ma a porte chiuse. E questo noi davvero non riusciamo a capirlo».
Situazione incresciosa per i grandi, incomprensibile per i piccoli e di sicuro spinosa per la dirigente. «Ho le mani legate – puntualizza Fornai – non posso certo costringere qualcuno a lavorare fuori dall’orario».
Ma i genitori non ci stanno. «Molti bimbi, specie quelli più grandi non capiscono che senso abbia avuto aver fatto tutto questo, prepararsi tutto l’anno, per poi farlo in classe – dicono. – In più, l’intera vicenda è scoppiata all’ultimo momento. Alcuni genitori, anche di altre scuole dello stesso istituto, si sono organizzati per tempo affittando anche altri spazi come il teatro, con maestri disposti a venire incontro a noi tutti. Una classe, anche a Ponticelli, ha risolto. Quattro classi, fra cui la quinta, con i bimbi che l’anno prossimo non ci saranno più, sono incastrare in questo paradosso. Ma adesso, a pochi giorni da questi aventi, come è possibile rimediare? Possibile che non esista un modo per risolverla? Chi comanda in una scuola? Noi davvero non capiamo». —
Nilo Di Modica
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