Italia
Lei lotta contro un tumore, lui le regala una partita per dare un calcio al cancro
Grazie all’iniziativa di Edoardo il 16 giugno in campo al Corsini le “stelle” fucecchiesi, i fondi saranno devoluti all’Airc
FUCECCHIO. Scriveva Antoine de Saint-Exupéry, l’autore de Il Piccolo Principe, che “Amore non è guardarci l’un l’altro, ma guardare insieme nella stessa direzione”. Che, in questo caso, è la direzione della vita, del dare – insieme – metaforicamente un calcio al cancro al seno. Protagonisti di questa storia sono due fucecchiesi, fidanzati da 4 anni: Edoardo Parisi e Chiara Giuntoli. Lui che lavora nell’azienda di famiglia, lei per un’importante casa di moda; la vita scorre serena, finché non si manifesta uno spettro sullo sfondo della loro felicità.
Nell’estate scorsa Edoardo e Chiara sono in vacanza in Messico, quando Chiara nota che qualcosa nel suo corpo non va; si è sempre controllata, anche più della media, ma non basta. Chiara va in ospedale e scopre di avere un tumore: non ha ancora 34 anni, quindi non può essere assolutamente preparata ad affrontare una sfida del genere. Ma, grazie all’amore del fidanzato, dei familiari e degli amici, inizia il percorso di cure a Cisanello, fatto di chemio «belle toste». Poi ad aprile Chiara si opera e adesso sta meglio, anche se il percorso non è ancora terminato. Nel frattempo – nella testa di Edoardo – si insinua un’idea. Ha sempre giocato a calcio, è la sua più grande passione. Così decide di fare un regalo a Chiara: «Non sono un dottore – racconta – quindi non avrei potuto fare niente per lei, se non starle accanto. Però mi sono ripromesso che quando sarebbe stata meglio avremmo organizzato una partita di calcio per raccogliere fondi a favore della ricerca». L’evento – sostenuto da negozi e aziende fucecchiesi oltre che dalla società di calcio bianconera – andrà in scena domenica 16 giugno alle 21 al Tre Archi di Fucecchio e vedrà in campo ex compagni di Edoardo, sia del Fucecchio che di altre squadre, divisi fra “Campioni di Fucecchio” e “All Stars”. Ci sarà anche Renzo Uliveri e forse Luciano Spalletti.
A guidare le squadre due storici mister fucecchiesi: Mauro Marchi e Massimiliano Alvini. Gli spettatori potranno lasciare un contributo, che andrà all’Airc e all’Associazione Senologica Internazionale di Pisa, che ha sede dove Chiara «è stata coccolata in tutto e per tutto». Quando si parla di malattia, si entra in un mondo dove ci si deve muovere in punta di piedi. Edoardo e Chiara li becchiamo sul divano di casa, mentre guardano la penultima tappa del Giro d’Italia. Un momento di quella quotidianità che hanno cercato in questi mesi, perché Chiara ha voluto condurre la sua vita come prima: «Quando me l’hanno detto – racconta – mi sembrava di essere in un film, con la differenza che la sfortunata protagonista ero io. Ho tenuto nascosto per tanto tempo quello che stavo vivendo, pochissime persone lo sapevano. E a tutte quelle che mi sono vicine devo dire grazie. Edo è sempre tornato a casa dal lavoro col sorriso, mi ha sempre promesso che sarebbe andato tutto bene, mi ha continuamente ripetuto che ero bellissima, anche quando piangevo perché non riconoscevo più il mio corpo. Non sono ancora guarita ma voglio vivere la mia vita, a gennaio avevamo già prenotato le vacanze estive». –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
