Il dolore
Giglioli: «Le periferie abbandonate sono al centro del mio programma»
San Miniato, il candidato del centrosinistra illustra le sue aspettative e analizza i motivi dei minori consensi ricevuti dalla lista
SAN MINIATO. Con estrema sincerità, Simone Giglioli, candidato del centrosinistra al Comune di San Miniato ammette che un po’ se lo aspettava di finire al ballottaggio. «Soprattutto alla luce dei risultati scaturiti domenica sera, quelli delle elezioni europee. Anche se, ovviamente, avevamo la segreta speranza di potercela già fare al primo turno».
E così ecco il lavoro supplementare… Cercate nuove intese, magari.
«Al momento non stiamo elaborando accordi con chi non può partecipare al turno di ballottaggio (Manola Guazzini, ndr), ma piuttosto puntiamo al supporto degli elettori della sinistra. Una cosa è certa: non diamo nulla per scontato».
Quali, secondo lei, i motivi di questo assottigliarsi di consensi verso il centrosinistra. Anche a San Miniato che ai tempi del Pci raggiungeva, come si dice, percentuali bulgare in ogni consultazione elettorale.
«Forse nella passata amministrazione c’è stata una non sufficiente attenzione verso le zone decentrate del territorio comunale. Così l’elettore ha vissuto una specie di sindrome di abbandono. Nel nostro programma abbiamo inserito proprio delle idee per le zone di frontiera. Io stesso, del resto, abito a Balconevisi. Ma abbiamo posto attenzione anche per San Donato e per le concerie dismesse di Ponte a Egola».
Quindi avrà sicuramente individuato la prima cosa che la sua amministrazione porterà avanti una volta insediata.
«Di certo la sicurezza stradale. È un aspetto molto importante e molto sentito dalla gente. E poi il nodo della scuola, e penso alle sorti del vecchio liceo. Aspetti con cui vorremmo dare continuità alle scelte della precedente amministrazione. E poi il sociale, tema che la destra anche qui lascia un po’ al caso».
Le caratteristiche della sua lista?
«L’età media non la conosco ma posso assicurare che è fatta di persone davvero competenti. Equamente divisa a metà nel genere: otto uomini e otto donne».
C’è un punto del programma del concorrente del centrodestra che avrebbe voluto nel suo?
«A dire il vero non ho mai avuto il piacere di sentire il programma del centrodestra. Ma avendolo in qualche modo avuto sottomano ho fatto la scoperta che esso contiene qualche punto del nostro. Per esempio per quanto riguarda le piste ciclabili e le concerie dismesse nella zona di Ponte a Egola. Del resto hanno presentato il programma molto tardi, quindi avranno avuto il tempo di leggersi il nostro e prenderci gli spunti più interessanti».
Un pregio e un difetto del suo concorrente Michele Altini.
«Lo conosco da tempo e tra i pregi elenco la sua gentilezza. Il difetto? Nello scorso consiglio comunale ha di sicuro peccato di presenze. Il suo impegno è stato ridotto al minimo e questo non è positivo per chi poi si candida a guidare l’amministrazione comunale».
Quanto potrà incidere l’impegno amministrativo sul tempo da dedicare alla famiglia?
«Si possono mettere d’accordo entrambi gli aspetti. Mia moglie Laura fa l’imprenditrice turistica e l’organizzatrice di feste di matrimonio. Anche lei, spesso, è molto impegnata».
Mi vuole dire che il suo matrimonio è stato organizzato dalla signora Laura?
«Esatto. Ha pensato a tutto lei. In modo egregio». —
Paolo Falconi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
