Il dolore
Il campetto per l’integrazione ora non fa dormire più nessuno
Pontedera: è il simbolo della lotta alle discriminazioni realizzato in zona stazione. Il calcio ha avvicinato mondi diversi ma, purtroppo per i residenti, anche di notte
PONTEDERA. «La notte vogliamo essere liberi di dormire e non si sentire persone che urlano e tirano calci a un pallone». È stato inaugurato da poco ed è un po’ il simbolo della volontà di un quartiere, quello della stazione ferroviaria, e dell’amministrazione comunale, di cercare la strada dell’integrazione e della convivenza tra culture diverse. Ma il campo di calcetto, che doveva avvicinare le persone, rischia di creare un’occasione in più di contrasto con i residenti. I carabinieri, a causa degli schiamazzi e dei rumori notturni, sono stati già chiamati un paio di volte.
A spiegare la situazione è Massimiliano Parziale, amministratore del condominio “Mtr” di via Sacco e Vanzetti a Pontedera, nella zona del negozio Coop di città, a due passi dalla stazione ferroviaria. Questa volta i residenti non si lamentano dello spaccio di droghe, che avviene sotto le loro finestre. «Tanto ormai, lo abbiamo detto così tante volte che c’è poco da fare», dice Francesca Francalacci, che parla a nome suo e dei vicini di casa. «Vogliamo portare all’attenzione dell’opinione pubblica e dell’amministrazione comunale – spiega Parziale – il problema che crea quel campetto da gioco inaugurato pochi giorni fa. I residenti hanno dovuto chiamare i carabinieri». I militari li ha chiamati una pensionata di circa 80 anni che non riusciva a chiudere occhio, per colpa dei rumori, quando ormai la mezzanotte era passata da un po’. L’invito a smettere di giocare, rivolto a giovani e adulti era caduto nel vuoto, e l’anziana ha chiamato il 112.
«Non ne facciamo una questione di chi frequenta il campetto perché ci sono tanti ragazzi italiani e stranieri. È un problema di rumori e di rispetto per l’intero quartiere. Siamo penalizzati in tutti i modi possibili – dicono i residenti – le nostre case valgono sempre di meno sul mercato immobiliare, considerato il degrado e la presenza dello spaccio».
Il campo di calcetto rischia di diventare la goccia che fa traboccare il vaso. «Chiediamo solo di poter dormire la notte – aggiunge la cittadina – giocano a calcio fino a notte fonda. Sono sotto le nostre finestre, non si riesce a chiudere occhio. Ora che finalmente arriva l’estate i rumori si sentiranno ancora di più con le finestre aperte. Cosa dobbiamo fare? ».
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