Il Tirreno

Pontedera

furto nella casa dell’ex vicesindaco 

Rubano la catenina del figlio morto

Roberta Galli
Rubano la catenina del figlio morto

L’appello straziante della mamma ai ladri senza cuore:  «È l’unico ricordo del mio Alessio. Fatemela ritrovare»

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PISA. «Vi prego mettetevi una mano sul cuore e ridatemi la catenina d’oro di mio figlio. È una delle poche cose che mi è rimasta di lui in questo mondo. E vorrei poterla rimettere al collo, come facevo ogni giorno».

A parlare con la voce rotta da un dolore inconsolabile è Tamara Tognetti, 65 anni, mamma di Alessio Allegretti, un giovane di Titignano che un destino ingiusto e beffardo si è portato via a soli 20 anni, 14 anni fa, in un incidente stradale sulla Tosco Romagnola. Alessio era in sella al suo motorino quando venne travolto da un camper condotto da una famiglia di turisti austriaci in vacanza in Toscana. I soccorsi furono immediati, ma purtroppo per quel giovane atletico e con il sorriso stampato sulle labbra non ci fu niente da fare. Era il 28 giugno del 2005 ed un silenzio assordante avvolse Titignano, facendo proprio un dramma immenso che nonostante siano passati tanti anni non si può cancellare. Alessio su questa terra ha lasciato tanti ricordi, moltissimi amici che gli hanno voluto bene, e due splendidi genitori, Tamara e Cesare, quest’ultimo vicesindaco e assessore della prima giunta Cacciamano di Cascina, e quella catenina d’oro, della quale mamma Tamara si separava raramente. Adesso quella catenina non c’è più.

Qualcuno si è introdotto nell’abitazione dei coniugi Allegretti, in via Meliani a Titignano, e l’ha portata via. Il furto è avvenuto in pieno giorno, senza che la signora Tamara si accorgesse di nulla.

«Secondo me tutto si è svolto tra le 15 e le 17 – racconta la mamma di Alessio –.Nel pomeriggio, avendo visto un po’ di sole, ho aperto le finestre al piano terra». Un gesto evidentemente non passato inosservato a qualcuno che ha colto il momento giusto per entrare in casa.

«Ma ripeto – continua la signora Tamara – chi ha agito lo ha fatto talmente in fretta e senza far rumore, dato che non mi sono mai accorta di nulla, pur essendo rimasta sempre in casa». Il furto è stato infatti scoperto dalla signora Allegretti solo in serata.

«Nel chiudere la finestra – continua – ho notato una piccola apertura nella zanzariera ed ho capito che qualcuno era entrato in casa». Un salto fatto dalla donna al secondo piano ha fugato ogni dubbio.

«Mi sono spariti dei soldi che avevo nel portafogli, un paio di anelli e quella catenina d’oro che era appartenuta a mio figlio, con appeso un ciondolino, sempre d’oro, che avevo fatto realizzare qualche mese fa con incise le sue iniziali. Un ricordo grandissimo per me, del quale non mi separo quasi mai. Tranne l’altro giorno, quando l’ho tolto dal collo e appoggiato su un mobile».

Degli anelli e dei soldi a mamma Tamara non mi importa nulla, chi li ha presi se li può tenere, ma in quel piccolo oggetto d’oro c’è tutta la vita di suo figlio, il suo unico figlio, e per questo che rivolge un appello al ladro: «Per favore faccia in modo che possa tornare in possesso di quella catenina. Cerchi di capire la mia sofferenza, si metta una mano sul cuore e lasci l’oggetto nella chiesa di Titignano».

In quella stessa chiesa che 14 anni fa salutò un ragazzo solare, strappato alla vita e all’affetto dei suoi cari troppo presto. Una cappella adesso in grado di accogliere un gesto d’amore e di altruismo. —


 

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