Toscana
Presidio alla Piaggio «Da 8 anni in attesa del “tempo pieno”»
Blocco dell’ingresso merci durante lo sciopero dell’Usb I lavoratori rivendicano la “stabilizzazione”: «Dal 2012 aspettiamo il nuovo contratto»
PONTEDERA. Sono stati a fianco dei delegati dell’Usb a fermare l’ingresso merci della Piaggio. Hanno provato a tenere accesi i riflettori sulle loro aspettative di diventare operai a tempo pieno dopo anni di part-time.
Sono i cosiddetti ptv dello stabilimento della Vespa, una parte di quelli che non sono stati ancora “stabilizzati”, anche se sono assunti a tutti gli effetti dall’azienda. «Solo che lavoriamo sette mesi l’anno, ricevendo una tredicesima equiparata al tempo trascorso in fabbrica – dice Alessandro Terreni, 40 anni di Pontedera – mentre per il resto dell’anno non abbiamo retribuzione». L’operaio è insieme alle colleghe Ermelinda Guidi, 52 anni di Buti, Daniela Macchia, 40 anni di Crespina e Linda Bernardoni, 36 anni di Livorno. Tutti entrati in Piaggio negli anni a cavallo del 2006 con contratti a termine. Poi trasformati in part-time verticali in attesa dell’ulteriore scalino. Di cui, però, non si hanno notizie certe.
«Dicono che nei prossimi tre anni diventeremo a tempo pieno, ma scaglionati – sottolinea Macchia – ma vorremmo avere qualche certezza in più, perché è tanto che aspettiamo». Negli ultimi tempi, l’azienda ne ha “stabilizzati” tanti di ptv, con l’accordo per le uscite volontarie di chi è vicino alla pensione. Ma ne restano ancora molti. Quindici di quelli assunti nel 2010. E 115 dei lavoratori diventati part-time verticale, appunto, nel 2012.
E i problemi sono sempre i soliti. Mutui impossibile da ottenere, famiglie che diventa difficile creare e diritti che sembrano notevolmente minori rispetto a chi ha contratti full-time.
Per non parlare dei contrattisti, di cui una rappresentanza era presente ieri al presidio durante lo sciopero di otto ore indetto dall’Usb. Per chi ha contratti a termine e viene sostituito da altri che non hanno anzianità, i problemi sono ben maggiori. —
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