Il Tirreno

Pontedera

VERSO IL BALLOTTAGGIO

D'Anniballe racconta la sua Ponsacco del futuro: «Polo fieristico alle Melorie e gemellaggi commerciali»

Paolo Falconi
Federico D'Anniballe, candidato sindaco del centrodestra a Ponsacco
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Federico D'Anniballe, candidato sindaco del centrodestra a Ponsacco

Il candidato del centrodestra: «Nel centro storico da rivedere la zona pedonale, i parcheggi e la viabilità»

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PONSACCO. Il ballottaggio a Ponsacco? «Ci speravo e si è concretizzato. Però anche se i dati erano indirizzati verso questo esito non mi ero fatto illusioni. Come non me le faccio ora. So che è una partita aperta e bisogna giocare». Federico D’Anniballe, candidato del centrodestra per la sfida del 9 giugno alla conquista di palazzo Valli a Ponsacco è deciso a combattere la sfida dopo il bel risultato conseguito domenica scorsa. Più nelle europee che nelle amministrative. Bene, come abbiamo intervistato la candidata a sindaca del centrosinistra, Francesca Brogi, proponiamo le medesime domande al candidato del centrodestra, Federico D’Anniballe, ovviamente formulate prima che quest’ultimo leggesse le risposte della sua sfidante.

Che futuro avrà il palazzo di via Rospicciano e cosa intende fare per risolvere il problema su cui la città discute da tempo?

«C’è un’ordinanza comunale emessa dietro sollecitazione dei vigili del fuoco, dopo un esposto del sottoscritto, che prende in esame il degrado quell’immobile. Ad oggi però quell’ordinanza non ha prodotto granché, restando alto il rischio di epidemie. Secondo me occorre aprire un dialogo con il curatore fallimentare anche per realizzare la maggiore quantità di denaro a favore dei creditori, con il proposito ovviamente che non si avvicini il peggiore degli speculatori. Bisogna anche effettuare una verifica su quegli appartamenti e semmai procedere a dichiararne l’inagibilità qualora le loro condizioni siano pessime».

Cosa intende fare per risolvere il problema del centro storico spopolato, con particolare riferimento al tema dei tantissimi negozi chiusi.

«Va detto che la crisi generale ha influito eccome sulla nostra situazione. Ma io aggiungo che forse ha portato nocumento la pedonalizzazione dell’area e la sua chiusura al traffico. Si voleva “copiare” quanto fatto precedentemente a Pontedera, pur trattandosi di mondi diversi. Credo si debba trovare a ogni costo il giusto compromesso per tornare alla normalità. Per il bene del entro storico stesso e dei suoi abitanti. Magari non arroccandosi su quanto succede sul corso, ma spostando le attenzioni anche su altre zone potenzialmente con attrattive. Penso a piazza D’Appiano, per esempio, e alla via che arriva fino alla Mostra del mobilio. Ovviamente non vanno rimossi gli incentivi e gli aiuti agli interventi strutturali. Io valuto pure un nuovo piano dei parcheggi (tenendo conto dei piazzali nella zona del cimitero) e della viabilità».

D’ Anniballe, che soluzioni propone per il settore del mobile e per le tante aziende in difficoltà, o addirittura chiuse, negli ultimi anni?

«Nelle varie campagne elettorali che si sono succedute, ognuna ha dettato le sue ricette. Resta il fatto che il problema non è stato tralasciato da alcuno e anche nel nostro programma largheggiano alcuni punti di promozione del settore. In particolare penso a due cose. Generare gemellaggi commerciali, simili a quelli culturali che da tempo vengono portati avanti; e inoltre ripensare un polo fieristico nella zona delle Melorie, che secondo me è un enorme errore averlo abolito».

Qual è il pregio e quale il difetto del suo avversario di domenica 9 giugno?

«Il difetto credo sia quello di amministrare, e di aver amministrato in questi anni, secondo il metodo della sinistra. Vale a dire governare come da un piedistallo e dare poco ascolto alle istanze della gente. Cosa che noi abbiamo cercate di annullare. E poi incidere maggiormente nelle scelte, specialmente ora che le maglie del bilancio sono più larghe. Tra i pregi della signora Brogi, sicuramente quello di saper “vendere bene” le proprie promesse alla cittadinanza».

Quale punto del programma del suo avversario avrebbe voluto inserire nel suo. Se c’è...

«Non invidio assolutamente nulla. Forse alcuni aspetti e punti del loro programma appaiono più incisivi. Ma sono affrontati pure da noi. Quindi anche il nostro è un programma attento ai bisogni di Ponsacco e dei suoi cittadini».

Se dovesse partire per un lungo viaggio, cosa porterebbe da Ponsacco, come simbolo della città?

«La foto della via e della casa in cui sono nato, a due passi dalla chiesa parrocchiale. Ogni volta che passo da via Cavour 13, dove tra l’altro attualmente c’è il punto elettorale di Fratelli d’Italia, mi batte forte il cuore».


 

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