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Piaggio, sindacati divisi anche sulle ore di sciopero

Piaggio, sindacati divisi anche sulle ore di sciopero

L’Usb annuncia otto ore di astensione dal lavoro, i delegati Fiom “solo“ tre. Simili rivendicazioni sul rinnovo dell’integrativo: premio di produzione e precari

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PONTEDERA. Otto ore di sciopero da un lato, tre a fine turno dall’altro. Sarà un giorno strano quello di oggi alla Piaggio di Pontedera con l’Usb che proclama l’astensione dal lavoro per l’intera giornata, mentre la Fiom si limita alla fine dei turni. I motivi sono più o meno gli stessi. Le proposte, però, sono diverse. Di fatto, però, c’è il mondo sindacale che sta alzando i toni nei confronti dell’azienda rispetto alla trattativa per il rinnovo del contratto integrativo, il cui confronto proseguirà a metà giugno. Premio e stabilizzazione dei precari sono al centro della discussione coi rappresentanti dei lavoratori che chiedono “sforzi” alla dirigenza, visti i buonissimi risultati di bilancio. Miglioramenti per gli operai che, per adesso, sembrano cadere nel vuoto. . «Basta cedere ai ricatti di una dirigenza da troppo tempo abituata ad ottenere sempre ciò che vuole – dicono dall’Usb – Quanto successo durante l’ultimo incontro per la mobilità è un passaggio importante. I sindacati unitariamente hanno abbandonato il tavolo scegliendo di non cedere ancora una volta ai ricatti. Adesso c’è bisogno di dare seguito a questa decisione e non fermarsi ora».

«L’azienda rifiuta ogni confronto sui punti rivendicativi – spiegano i delegati della Rsu in quota Fiom – e pensa di continuare a gestire i rapporti coi lavoratori con l’arroganza e la strafottenza di sempre». Nel volantino distribuito ieri alle portinerie dello stabilimento pontederese, i rappresentanti della federazione dei metalmeccanici della Cgil, scrivono le loro rivendicazioni: «Il no a qualunque sabato lavorativo, perché i sabati non sono merce di scambio; l’aumento del premio di produzione deve partire dal consolidamento dei 2.400 euro dell’integrativo 2009; la stabilizzazione dei part-time verticali e in tempi certi; il mantenimento dell’occupazione con ogni lavoratore che va in pensione sostituito da un nuovo assunto». In più, «il ritiro del provvedimento disciplinare nei confronti del delegato Fiom», con riferimento al giorno di sospensione deciso per Massimo Cappellini, per un diverbio con un dirigente.

Secondo l’Usb, «bisogna ribadire che sul premio non si tratta» con l’intento di «abbandonare anche il tavolo di trattativa per il rinnovo del contratto integrativo e ripartire con una piattaforma chiara e condivisa». Sui part-time verticali, «non si cede sulla richiesta trasformare un ptv per ogni uscita. Sarebbe importante che anche i lavoratori ptv si unissero alla vertenza dei precari portando avanti un’unica lotta per un posto di lavoro stabile». E la vera differenza con le idee dei delegati Fiom è questa. Usb vorrebbe riunire le vertenze, la Fiom vuol trattarle separatamente.

Per i contratti a termine, poi, l’Usb, poi, chiede che Piaggio rispetti gli accordi sul “bacino” del 2009 assumendo un lavoratore con contratto part-time verticale per ogni trasformazione a full-time. Inoltre, per i nuovi ingressi, istituire una lista di priorità basata sul criterio dell’anzianità». —




 

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